La pandemia ha messo a nudo tutte le contraddizioni nel rapporto da sempre squilibrato tra le due aree del Paese . Ne è convinto il noto intellettuale, giornalista e scrittore pugliese che ieri ha presentato il suo ultimo libro da titolo eloquente: “Il male del Nord. Perchè o si fa l’Italia da Sud o si muore”


SAN GIOVANNI IN GALDO. Una riflessione a tutto tondo sul suo ultimo lavoro “Il male del Nord” con uno occhio privilegiato ai radicali cambiamenti determinati dall’emergenza Coronavirus, destinati a capovolgere i rapporti storici tra il Nord e il Mezzogiorno del Paese. Il giornalista e scrittore Pino Aprile, ospite ieri sera della ProLoco di San Giovanni in Galdo, ha tracciato il suo Manifesto nel corso di un confronto con Maurizio Varriano e il giornalista Rai Sergio Bucci: “Ci hanno sempre detto che il Sud è il problema e invece oggi più che mai è l’unica soluzione possibile per ricostruire il tessuto economico e produttivo dell’Italia e dell’Europa in generale”. Ma per far questo, secondo l’intellettuale meridionalista, bisogna evitare che si dirottino sul Nord le risorse europee destinate al rilancio del Mezzogirono. Nel corso del suo intervento, Aprile ha tra l’altro manifestato apprezzamento per l’operato del Ministro del Mezzogiorno Giuseppe Provenzano. “E’ l’uomo giusto in questo momento storico” – ha affermato.


Il male del Nord. Perchè o si fa l’Italia da Sud o si muore: La lente impietosa del coronavirus ha fotografato con brutale evidenza l’Italia com’è: non è un Paese, non c’è. Se ne può stupire solo chi in tutti questi anni, per interessi privatissimi ben più che per miopia, non ha voluto vedere. Ma le gigantesche falle che la pandemia e la crisi economica hanno reso palesi, frutto velenoso di mali remoti e recenti, hanno messo di fronte anche a un’antica, virulenta verità: ciò che si fa agli altri, si fa a se stessi. E mentre vanno in scena grandi generosità e incalliti egoismi, si è giunti al punto di non ritorno. Se l’Italia non sarà in grado di ripartire da Sud, se si tenteranno di imporre nuovamente i fallimentari modelli del passato, allora si spezzerà definitivamente. Se non sarà finalmente equa e unita, allora non sarà proprio più niente.

Un estratto della video intervista a cura di Davide Vitiello

 

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