Dopo il lockdown e uno smart working che ha rivitalizzato i piccoli centri, un’intesa tra l’Ordine degli architetti e l’Unione delle comunità ed enti montani punta a rivalorizzarli grazie a progetti privati e fondi Ue (Recovery fund compreso). Un’opportunità per il Molise dopo il riscatto segnato dall’incremento di flussi turistici in entrata e dalla promozione sui media internazionali


In una articolo a firma di Laura Cavestri su “Il Sole 24 Ore” si parla di un importante accordo sottoscritto dal Consiglio nazionale degli Architetti e l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani. Obiettivo recuperare il patrimonio edilizio dei piccoli borghi ( ne sono 5.552 in Italia) per creare nuove opportunità di accoglienza e ospitalità, sostenendo il comparto edilizio ma senza bisogno di nuova cementificazione.Una sfida che potrebbe valere 2 miliardi di euro nella riginerazione e decine di migliaia di nuovi addetti. Il mezzo per il perseguimento di tale finalità è dato dalla sinergia tra risorse del Recovery fund e investimenti privati, che possono agevolare interventi di recupero, per riabitare borghi e centri storici (come anche previsto dalla legge 157/2017 sui piccoli Comuni).

L’accordo punta a migliorare l’utilizzo dei fondi europei, regionali e nazionali disponibili per progetti di rigenerazione urbanistica, architettonica, ripensamento degli spazi pubblici e privati nei borghi e nei villaggi alpini e appenninici, a costruire opportunità di sviluppo per rendere più smart e green i territori rurali, sostenendo la realizzazione di reti infrastrutturali, anche digitali. Per fa questo, le amministrazioni dei Comuni e di tutti gli enti territoriali devono predisporre modalità pubbliche di selezione dei migliori progetti per interventi di recupero o di nuove opere.

Per Walter Baricchi, componente del Cnappc, “l’accordo è significativo anche perché si propone di costruire proposte di formazione che riguardino under 35 ma anche amministratori locali, aumentando la capacità amministrativa e le competenze”. Baricchi sottolinea poi che “l’equilibrio tra città ed aree interne deve essere completamente rivisto alla luce delle nuove modalità di vita, lavoro, tempo libero che il post Covid ci sta imponendo: è assolutamente necessario che questi cambiamenti – e l’accordo con Uncem ha questa finalità – si trasformino in opportunità”.

“Stringiamo un patto per generare opportunità di sviluppo nei borghi e nei territori montani del Paese, Alpi e Appennini, il 54% dell’Italia, che ripartono da una valorizzazione del patrimonio, degli spazi, degli immobili – ha sottolineato Marco Bussone, Presidente nazionale dell’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – . È molto preziosa l’attenzione del Consiglio Nazionale degli Architetti verso i territori. È moderna, a prova di futuro, proprio nel momento in cui montagna e rivitalizzazione dei borghi diventano pezzi portanti del Recovery Fund, del Green New Deal. Rigenerare luoghi fino a ieri considerati da troppe parti dell’economia e della politica ai margini, oggi è possibile, superando sperequazioni”.

Un esempio in proposito è dato proprio dal Molise, con la stragrande maggioranza dei Comuni che potrebbero trarre benefici da un simile progetto di rilancio edilizio, a maggior ragione dopo un’estate che ha segnato il riscatto del territorio, con un notevole incremento di presenze di turisti attirati da paesaggi incontaminati, dalla serenità dei borghi, dalla bontà dei prodotti enogastronomici e da progetti innovativi come quello ideato dall’Associazione “Amici del Morrutto” di San Giovanni in Galdo, finito sulle pagine della stampa internazionale.

Unicem ha nel frattempo lanciato la “call” per una mappatura – diretta ai Comuni e le Comunità montane, agli operatori locali, alle imprese, ai progettisti e ai proprietari – dei progetti di ristrutturazione e rivitalizzazione dei borghi, ovvero idee progettuali, studi e ricerche sui borghi (uno o più), tesi di laurea dedicate alla rivitalizzazione dei borghi. Uncem intende inoltre individuare progetti sostenibili su singoli edifici (nuove realizzazioni e ristrutturazioni), già realizzati e da realizzare, relativi a edifici ad alta efficienza energetica, pubblici e privati.

Informazioni disponibili sul sito dei borghi alpini. Il materiale dovrà pervenire entro il 30 settembre 2020 alla mail: [email protected]

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