In merito all’istanza presentata da Massimiliano Scarabeo, fuori da Palazzo D’Aimmo insieme a Paola Mattei, Antonio Tedeschi e Nico Romagnuolo


CAMPOBASSO. Consiglieri in surroga fuori dal Consiglio regionale, sarà il Tribunale ordinario a decidere sulla vicenda. 

E’ quello che ha stabilito la quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Franconiero, nella sentenza pubblicata nella giornata di oggi, 13 ottobre, respingendo il ricorso dell’ex consigliere ‘supplente’, Massimiliano Scarabeo, che assistito dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini, aveva impugnato la decisione del Tar Molise, che aveva dichiarato il difetto di competenza del tribunale amministrativo a decidere sulla decadenza dei consiglieri entrati in surroga degli assessori.

Una figura, quella del consigliere in surroga, eliminata con l’approvazione delle Legge di stabilità regionale, che ha cassato l’incompatibilità di carica tra assessori e consiglieri. La conseguenza è che ora gli assessori restano anche consiglieri e non sono sostituiti in aula dai primi dei non eletti. Da qui il ricorso, presentato da 3 dei 4 consiglieri esclusi Massimiliano Scarabeo, Paola Matteo e Antonio Tedeschi, con Nico Romagnolo, l’unico a non appellarsi alla giustizia amministrativa, di recente nominato commissario del Consorzio Industriale Campobasso-Bojano.

“Sono devolute alla giurisdizione ordinaria – hanno scritto i giudici di Palazzo Spada nella sentenza – tutte le materie nelle quali si faccia questione d’un diritto civile o politico, comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione, e ancorché siano emanati provvedimenti del potere esecutivo o dell’autorità amministrativa”.

La decisione passa dunque al Tribunale ordinario, a cui pure Scarabeo si è rivolto, che deciderà nell’udienza fissata per il 22 ottobre.

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