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Emergenza sanitaria: “Virus veloce ma politica lenta”, la Uil invoca più servizi sul territorio

E ribadisce la richiesta di un tavolo di confronto permanente per condividere azioni volte a salvaguardare il sistema sanità in Molise, partendo dall’assunzione di nuovo personale


CAMPOBASSO. Alla luce dell’impennata dei contagi in Italia, e soprattutto in Molise, la Uil regionale denuncia la “lentezza” della politica locale. E, attraverso il segretario Tecla Boccardo, rilancia la necessità di potenziare i servizi territoriali e le attività di testing e contact racing, ossia i tamponi e il tracciamento dei contatti dei positivi.
A tal fine, inoltre, invoca un tavolo di confronto sulla gestione dell’emergenza.

“A 8 mesi dall’emergenza – afferma Boccardo – sembra che non si sia ancora imparata la lezione: i lavoratori lamentano la carenza dei dispositivi di protezione e non si conosce ancora qual è la situazione per i vaccini al personale sanitario. Nel frattempo, fra la popolazione crescono preoccupazioni e lamentele per il mancato potenziamento delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale, nate con il compito di seguire i casi sospetti o conclamati di Covid-19 direttamente a casa. Ancor più fallimentare, nella nostra regione, l’operazione per assumere infermieri di famiglia, prevista a maggio dal decreto rilancio. Queste nuove figure professionali dell’ambito sanitario, assunte per rafforzare il territorio e diventare una nuova figura di riferimento per le famiglie, avrebbero potuto essere ulteriormente incrementate grazie alle disponibilità economiche messe a disposizione dal decreto. Ma da noi, a tutt’ora, poco si è fatto. Il Molise è in ritardo anche rispetto ai posti letto per terapie intensive: sono 26 i posti che non sono stati ancora attivati, nonostante i ventilatori siano stati inviati e altri siano disponibili, come dichiarato alla stampa dal commissario nazionale Arcuri”.
Dinanzi a tale quadro, la segretaria della Uil lamenta la mancata operatività da parte della Regione Molise. “Continua, purtroppo, – incalza la leader sindacale – l’assenza di un reale confronto della Regione con gli operatori sanitari che operano in prima linea. La Regione non ha fornito risposte alle richieste avanzate dal sindacato, in particolare per quanto riguarda la necessità di un immediato incremento degli organici tramite assunzioni in grado di rafforzare il sistema sanitario regionale pubblico. Con il rischio che, in questa difficile fase nella quale vanno potenziati i servizi per l’emergenza e si potrebbe dover sopperire alle assenze di personale positivo sintomatico, la carenza di personale spinga la regione a sospendere nuovamente le attività non urgenti”.

Infine, la reiterazione della richiesta da tempo avanzata unitamente a Cgil e Cisl: “Convocare tavoli permanenti di confronto sindacale sulla gestione dell’emergenza e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a livello regionale ed aziendale. Per garantire che la sanità non vada in crisi, serve individuare senza ulteriore ritardo percorsi che consentano d’investire subito in assunzioni, strumentazioni e spazi e conoscere i nuovi Piani d’emergenza”.

 

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