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Isernia, caos Covid al Tribunale: l’Asrem non risponde ai solleciti e saltano due udienze

Dopo il caso di una dipendente positiva nei giorni scorsi. Il presidente Di Giacomo, nonostante i numerosi appelli, per evitare l’interruzione di pubblico servizio si vede costretto a chiedere il parere del medico competente, che autorizza sotto la sua responsabilità il prosieguo dell’attività giudiziaria. Nessun provvedimento ufficiale da parte dell’Azienda sanitaria regionale anche in merito a un contatto stretto della donna contagiata, che avrebbe dovuto essere sottoposto a isolamento


ISERNIA. Caos al tribunale di Isernia dopo la vicenda della dipendente risultata positiva al Covid-19 due giorni fa, a seguito della quale è stata disposta l’immediata evacuazione dei locali e la sanificazione nel pomeriggio di lunedì.

Udienze saltate e uffici semi-paralizzati con il personale ridotto all’osso, a causa dei possibili contatti dell’impiegata con altri colleghi e con magistrati in servizio. Con l’Asrem che non ha disposto alcuna prescrizione ad hoc, nonostante i numerosi solleciti del presidente Vincenzo Di Giacomo per l’adozione dei provvedimenti di eventuale isolamento fiduciario da adottare per i contatti stretti della donna. Costringendo così il dottor Di Giacomo a far continuare regolarmente l’attività giudiziaria, nei giorni a venire, anche per i soggetti potenzialmente a rischio, su parere del medico del Tribunale.

Ma andiamo con ordine. Come è possibile leggere con provvedimento pubblicato sul sito del Tribunale di Isernia, n. 1962/2020 del 20 ottobre scorso, una volta accertata la positività al Covid-19 della dipendente del Palazzo di Giustizia, Di Giacomo ha prontamente avvertito sia l’Asrem di Campobasso/lsernia che il medico competente e il responsabile per la sicurezza sul lavoro, con richiesta di “immediata prescrizione/segnalazione delle consequenziali misure da adottare a tutela dei magistrati, del personale amministrativo, degli avvocati e dell’udienza in genere”. Non solo: Di Giacomo, come espressamente scritto nel provvedimento da lui firmato, ha anche contatto telefonicamente il direttore generale Asrem Oreste Florenzano e il direttore del Dipartimento unico regionale per la prevenzione Asrem, dottoressa Carmen Montanaro, oltre al medico competente. Proprio quest’ultimo ha prescritto che il personale indicato come contatto stretto della lavoratrice risultata positiva, “non può entrare nelle strutture del Tribunale di Isernia per 14 giorni o per 10 previa effettuazione del tampone naso-faringeo al decimo giorno”.

Ma dall’Asrem, come Di Giacomo non manca di sottolineare, non è invece pervenuta alcuna prescrizione scritta, costringendo il presidente a dare seguito alle indicazioni del medico competente, ovvero a inibire l’accesso in tribunale ai contatti stretti della dipendente. Rallentando notevolmente l’attività giudiziaria, perché una cancelleria è chiusa salvo che per le urgenze e due udienze sono state rinviate. I problemi non sono finiti qui: perché uno dei soggetti considerati a rischio ha richiesto al Tribunale il provvedimento della Asrem di isolamento fiduciario cui è stato sottoposto a seguito del caso Covid, motivando la richiesta in questione come istanza del proprio medico di base. Un provvedimento, tuttavia, mai formalmente adottato, al punto che Di Giacomo si è visto costretto, ieri pomeriggio alle 17, a sollecitare nuovamente, per iscritto, Asrem e Distretto sanitario di Isernia, non senza avvisare anche il presidente della Regione Donato Toma per opportuna conoscenza.

Sempre ieri, anche due magistrati hanno scritto a Di Giacomo chiedendogli di adottare “ogni opportuna precauzione”, rappresentando di avere avuto “contatti giornalieri” con la donna contagiata. Richiesta trasmessa a sua volta all’Asrem, invano, nonostante il presidente del tribunale abbia inviato “appositi messaggi whatsapp a Florenzano e alla Montanaro”, rimasti senza risposta e senza che alcuna prescrizione sia stata fornita.

Di Giacomo, a questo punto – si legge nel suo provvedimento – “considerato che si sono dovute rinviare due udienze penali che i due magistrati succitati avrebbero dovuto celebrare, in mancanza di risposte da parte dell’Asrem e al fine di non persistere nell’interruzione di pubblico servizio”, si è visto costretto a chiedere apposita prescrizione al medico competente. Il quale, sotto la sua responsabilità, ha disposto che i due magistrati potranno svolgere regolarmente le udienze nei giorni a venire. Circa l’isolamento del dipendente che aveva richiesto il provvedimento dell’Asrem nei suoi confronti, inoltre, lo stesso non risulta tuttora emanato.

 

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