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Emergenza Covid, verso la riattivazione di 20 posti letto a Venafro. E intanto arrivano i rinforzi

Contrattualizzati 6 medici e 2 infermieri provenienti dal bando della Protezione Civile. Si rafforza la medicina territoriale e ci si prepara a far fronte alla pressione sugli ospedali, mentre scatta l’allarme promiscuità al San Timoteo di Termoli


CAMPOBASSO/ISERNIA. Nonostante la cosiddetta ‘zona gialla’, aumenta di giorno in giorno la pressione sugli ospedali molisani, in particolare sul Cardarelli di Campobasso, al momento unico centro Covid ufficiale della regione, anche se pazienti positivi al Coronavirus si registrano anche nelle ‘aree grigie’ dei nosocomi di Isernia e Termoli. In quest’ultimo caso si parla addirittura di malati di SarsCoV2 sistemati nel reparto di Medicina d’urgenza del San Timoteo, per una situazione di promiscuità che rischia di diventare una ‘bomba sanitaria’.

Ed ecco che al vaglio della Regione vi è l’ipotesi della riattivazione di 20 posti letto al Santissimo Rosario di Venafro.  L’argomento è stato al centro di una riunione dell’Unità di crisi e alcuni particolari sono stati riferiti dal governatore Toma agli organi di informazione.
Sostanzialmente, come accaduto per la prima fase dell’epidemia – quando la struttura di via Colonia Giulia accolse gli ospiti delle case di riposo di Agnone e Cercemaggiore affetti da Covid – se necessario i pazienti paucisintomatici bisognosi di cure non intensive, ma del reparto di Malattie infettive, potranno essere dirottati a Venafro.
Scatterebbe così in parte il piano pandemico elaborato nei mesi scorsi che, nel passaggio dalla terza alla quarta fase dell’emergenza, prevedeva appunto la riattivazione del Santissimo Rosario ed eventualmente del Vietri di Larino.

Intanto, arrivano rinforzi anche per quanto concerne la medicina territoriale e il contact tracing. Il direttore generale dell’Asrem, Oreste Florenzano, annuncia l’avvenuta contrattualizzazione di 6 medici e 2 infermieri provenienti dal bando della Protezione Civile.
Sono inoltre arrivati, sempre dalla protezione Civile, 8.500 test rapidi antigenici, che saranno messi presto a disposizione dei medici di famiglia e dei pediatri. Per l’organizzazione ed erogazione del servizio è previsto per domani, 10 novembre, un incontro tra i commissari e i rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri ai fini della stipula di un accordo ad hoc.

Sulla carta la situazione sembrerebbe essere sotto controllo. I vertici istituzionali ‘ostentano’ calma, ma non passa sotto traccia la posizione del primario del reparto di Terapia Intensiva del Cardarelli di Campobasso, Romeo Flocco, che – raggiunto da primonumero.it – ha mostrato condivisione della proposta avanzata a livello nazionale dell’Ordine dei medici per un lockdown generale: “Sono d’accordo. Il lockdown totale sarà inevitabile – ha detto – Meglio un lockdown adesso che troppo tardi. I numeri saliranno ancora per la stagione invernale, inoltre il Molise subirà la pressione delle regioni limitrofe. L’impatto economico di un lockdown troppo tardivo sarebbe devastante”.

 

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