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Covid, posti letto negli ospedali dismessi e visite a ‘distanza’: le proposte di Pastore

Il primario del Pronto Soccorso di Isernia lancia alcune idee per gestire questo momento di grande emergenza: “Niente polemiche, servono soluzioni”


ISERNIA. Posti letto negli ospedali dismessi e viste ‘a distanza’ grazie alla tecnologia. Sono le proposte del primario del Pronto Soccorso di Isernia Lucio Pastore per gestire questo momento tanto complesso legato alla diffusione del coronavirus. “La situazione è sicuramente critica – scrive in un lungo post su Facebook – e tenderà ad aggravarsi. Questo non è il momento di polemiche ma di trovare soluzioni ai problemi prima di essere travolti tutti, operatori e pazienti.

Dopo discuteremo delle responsabilità politiche ed amministrative che hanno sfasciato la nostra sanità.  Provo a fare una proposta emergenziale. Individuiamo posti letto per pazienti a media e bassa intensità Covid da allocare nei tre piccoli nosocomi dismessi di Venafro, Agnone e Larino.

Individuiamo delle aree dove possano entrare i pazienti senza contaminare i percorsi e individuiamo, sempre in queste aree, dei percorsi ‘pulito-sporco’ per i dipendenti e per il materiale.

Trasferiamo in queste zone i tre robottini acquistati e mai utilizzati, perché inutili, negli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli. Questi robottini possono essere utilizzati a distanza e permettono, con strumenti del tutto all’avanguardia, di visitare i pazienti in modo accurato. Necessita una rete Lan, penso già presente in quegli ospedali, ed un cavo abbastanza lungo da permettere un giro visite.

Altro minimo supporto tecnico già esistente nelle strutture, un emogasanalizzatore e un apparecchio portatile per effettuare radiografie ed un minimo supporto di laboratorio analisi. In questo modo conclude il primario – è espandibile la gestione dei posti letto con personale infermieristico e tecnico debitamente istruito e con pochi medici nelle strutture periferiche.

Sicuramente andrebbero rafforzate le equipe mediche centrali, in particolare quelle di malattie infettive, per poter seguire a distanza questi pazienti. A me sembra un’idea potenzialmente valida da esplorare. In questo momento difficile cerchiamo soluzioni possibili”.

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