Tra gli uffici chiusi per sanificazione quello di Termoli centro
CAMPOBASSO. Coronavirus, in aumento i contagi alle Poste. E’ quello che evidenzia la Slc Cgil Abruzzo e Molise, analizzando i dati delle due regioni.
“Poste italiane – ha chiarito il sindacato – ha dichiarato di agire in piena conformità alle disposizioni vigenti, ai protocolli di sicurezza e ai Documenti di valutazione del rischio, per prevenire e contrastare la diffusione del virus. In realtà ciò che riscontriamo nel territorio regionale ci ha imposto una riflessione sulla efficacia delle iniziative e della metodologia di prevenzione e contrasto che Poste Italiane attua. Tra queste alcune che alla Slc Cgil appaiono come falle evidenti dell’agire di Poste italiane in merito al Covid”.
“Il Protocollo d’intesa del 14 marzo 2020 – ancora il sindacato – dispone che l’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale, riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti. Oggi il Covid 19 di diffonde in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale e Poste Italiane ha già da tempo ripristinato gli orari di ingresso e i turni negli uffici di recapito, come se la pandemia fosse un mero ricordo”.
Tra gli uffici chiusi e sanificati, riferisce Slc Cgil, quello di Termoli centro, per l’accertamento di casi di contagio, con la preoccupazione della vanifica del contact tracing, quello cioè di interrompere la catena di trasmissione.
“L’accesso dei clienti agli uffici postali – l’altro passaggio – è l’ulteriore pecca che individuiamo nell’ottica della riduzione del rischio di contagio. E’ vero che bisogna contemperare l’esigenza di fornire un servizio essenziale al diritto di lavorare in sicurezza, ma non si capisce perché, ad esempio, nei bar non si può più stazionare, nelle banche e nei pubblici uffici si entra solo previo appuntamento e negli uffici postali invece, in piena seconda ondata, l’azienda ha incrementato il rapporto tra clienti in ufficio/postazioni di lavoro da 1:1 a 2:1”.
“Per tutti gli esercizi commerciali e nei servizi vale la raccomandazione di favorire tempi di sosta ridotti, in Poste Italiane evidentemente no. È superfluo precisare – conclude il sindacato – quanto il pericolo di contrarre il virus valga sia per i lavoratori che per i clienti in attesa dentro l’ufficio postale”.
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