Intanto la vertenza prosegue e si sposta in Prefettura
CAMPOBASSO. Per il terzo mese consecutivo, le segreterie regionali di Filt Cgil – Fit Cisl – Uiltrasporti e Ugl autoferro, si sono adoperate a fianco dei lavoratori di Atm, per produrre la certificazione da inviare alla Regione nel tentativo – scrivono le organizzazioni – “di affermare il diritto del personale dipendente ad essere puntualmente e regolarmente retribuito per il lavoro prestato. E continueremo a farlo all’infinito fino a quando non ci renderemo conto che la puntualità del pagamento delle retribuzioni, diventerà anche da parte di Atm una prassi consolidata e non solo per coloro che hanno avuto nel tempo il coraggio e la forza di intraprendere la strada dei decreti ingiuntivi e dello scontro frontale con l’azienda, ma anche e soprattutto nei confronti di coloro che per diverse ragioni questo coraggio non l’hanno avuto e per anni sono rimasti mestamente in silenzio sperando in una svolta”.
E in più occasioni l’assessore ai trasporti Quintino Pallante ha lasciato intendere “che la Regione non darà spazio e non ci sarà mai dialogo con quelle imprese molisane di trasporto locale che negheranno proprio quel diritto dei lavoratori ad essere regolarmente retribuiti”. Un concetto chiaro ed inequivocabile che è stato ribadito anche nell’ultimo incontro che l’assessore ha avuto lunedì 30 novembre in videoconferenza con i segretari delle organizzazioni di categoria.
In questo contesto il rappresentante delle istituzioni regionali, invitando le parti sociali a continuare a segnalare costantemente e formalmente alla Regione e per il tramite dei lavoratori, gli eventuali ritardi nei pagamenti delle retribuzioni correnti (al momento le segnalazioni inoltrate mensilmente via pec hanno riguardato le mensilità di settembre – ottobre e novembre 2020), ha invitato altresì le organizzazioni sindacali ad adoperarsi nel segnalare, sempre con la stessa formula e metodologia, le mancate retribuzioni ai lavoratori Atm relative alle mensilità e annualità pregresse.
“Ed è quello che faremo – evidenziano i sindacalisti – cercando di avvicinare i lavoratori più timorosi.
“Nel frattempo – concludono – la vertenza con l’azienda andrà ugualmente avanti, consapevoli che i problemi dei lavoratori con questa impresa non si esauriscono purtroppo con la solo questione, seppur importante, legata agli stipendi. Lo stato di agitazione del personale attivato ufficialmente lo scorso 3 novembre e senza che vi sia stato riscontro aziendale, passa direttamente alla seconda fase e che vedrà il diretto coinvolgimento della Prefettura”.
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