L’imprenditore newyorkese di origine molisana rinforza la società rossoblù. Ecco chi è l’uomo che, con il patron Gesué, proverà nell’impresa in cui in tanti non sono riusciti. Suo braccio destro Nicola Cirrincione.

di Maurizio Cavaliere

Il senso di appartenenza, il richiamo delle radici, che spesso accompagnano la vicenda appassionata dei tifosi calcistici, sembra aver giocato un ruolo determinante anche nella scelta di Matt Rizzetta, imprenditore statunitense nel ramo delle Pubbliche relazioni, che ha deciso di investire nel Campobasso Calcio.

I nonni di Rizzetta emigrarono proprio dal Molise per gli States, destinazione Mount Vernon, città dello stato di New York confinante con la contea del Bronx. La N6A, azienda social media e brand communication, di cui Rizzetta è fondatore e Ceo, prende il nome proprio dalla strada in cui i suoi nonni abitavano: la North 6th Avenue dove il futuro, probabile socio dei Lupi ha vissuto i weekend più dolci e belli, quelli dell’infanzia.

Rizzetta rileverà parte delle quote sociali del club rossoblù. attualmente primo nel suo girone di serie D, attraverso la North Sixth Group, Llc (Family Office holding con sede a New York e interessi nei settori immobiliare, media e appunto, sport) che si unirà al fondo di investimento Halley Holding Sa, con sede in Svizzera, proprietario (con la Levigas) della società calcistica che fa capo al patron Mario Gesué.

Il Campobasso entra dunque nell’alveo dei tanti club italiani, più o meno blasonati, con società che risiedono all’estero e che investono, per vari motivi, nel calcio italiano. Quelli di Rizzetta sono anche motivi legati alla vita della sua famiglia, i ricordi, il senso di riconoscenza verso i nonni, che hanno vissuto la vita dura degli emigranti, e i genitori, che, come lui stesso dice: “Con i loro sacrifici incredibili mi hanno permesso di realizzare i miei sogni”. Quei sogni che si sono materializzati in una grande azienda con sedi a New York, Boulder e Toronto, che serve circa 20 importanti industrie e che l’Observer ha citato tra le 50 più influenti agenzie del settore negli Stati Uniti. Un buon biglietto da visita che fa il paio con quello firmato da O’Dwyers (pubblicazione specializzata in Pr e marketing) che ha piazzato la N6A al primo posto nella classifica delle migliori performance Usa alla voce ‘aziende con la crescita più rapida’.

Stando al sito ‘Calcio e finanza’ che ha pubblicato per primo la notizia, l’accordo tra i lupi e il nuovo investitore a stelle e strisce sarà siglato il 31 dicembre, ma pare che l’accordo possa concretizzarsi anche prima. E c’è la voce di una conferenza stampa in programma il 7 dicembre. Il patron dei lupi si dichiara entusiasta parlando di “nuova pagina per Campobasso e per il Molise” con beneficio anche per le finanze del club che nel frattempo ha ‘ingaggiato’ il dirigente Nicola Cirrincione (che vive a Staten Island e sarà il braccio operativo di Rizzetta) come responsabile del monitoraggio degli affari sul mercato americano.

L’operazione che ha portato imprenditore e dirigente a Campobasso è durata due mesi e prevede, come spiega Cirrinione sul blog di Mario Catalano (da cui è tratta la foto di Rizzetta con la tuta dei Lupi) la possibile trasmissione in onda in Usa delle partite dei Lupi, grazie alla compagnia americana Italian Football Tv. “Vogliamo portare la squadra in serie B in due anni” spiega Cirrincione, in passato calciatore nelle giovanili dell’Inter.

Ottime premesse, dunque, poi saranno i fatti, pandemia permettendo, a sentenziare sulla qualità dell’operazione. In bocca ai… lupi.

 

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