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Tutela dell’area archeologica di Sepino e del Parco del Matese, ‘no’ alle pale eoliche: appello ai ministri

Lettera al Governo da parte di ben 38 associazioni molisane, campane e finanche estere per scongiurare la realizzazione di un ‘impianto del vento’ nella Valle del Tammaro


SEPINO. Il Covid non ferma la battaglia di tanti comitati – molisani, campani e addirittura esteri – contro la realizzazione di un impianto eolico nella Valle del Tammaro, a ridosso di importanti siti di valore storico-culturale e ambientale.
Pertanto, inoltrano una lettera-appello ai ministri del Governo, affinché tale ipotesi possa dirsi definitivamente scongiurata.

“On.li Ministri, – si legge – sottoponiamo alla vostra attenzione il rischio che nella Valle del fiume Tammaro, a pochi chilometri dall’antichissimo sito archeologico sannitico romano di Saepinum-Altilia, dal Regio Tratturo Candela-Pescasseroli, e a ridosso del Parco Nazionale del Matese, in agro dei comuni di San Giuliano del Sannio (CB) e Cercepiccola (CB) si possano innalzare delle pale eoliche che determinerebbero un oggettivo stravolgimento paesaggistico, storico, naturalistico e ambientale.
In aggiunta, nella Valle sono presenti scavi archeologici di epoca sannitica su Monte Saraceno a Cercemaggiore (CB) in località Terravecchia di Sepino (CB) o poco più distante a Campochiaro, insiste l’Oasi WWF di Guardiaregia – Campochiaro più estesa dell’Italia peninsulare, accoglie il Santuario della Madonna della Libera del 1412 a Cercemaggiore, parte delle reliquie di Santa Cristina giunte nel XI° secolo a Sepino, il Santuario di Santa Lucia a Sassinoro (BN) il Convento Francescano di Morcone (BN) che accolse San Pio da Pietrelcina, e inoltre la stessa valle è attraversata dal fiume Tammaro che alimenta a pochi chilometri l’invaso artificiale di Campolattaro-Morcone.
Sul territorio permangono numerose attività agricole, zootecniche, aziende agrituristiche, laboratori di artigianato e piccole imprese produttive del settore agroalimentare, della ristorazione e del commercio.
La costruzione di pale eoliche sul crinale della Castagna – sostengono i comitati – muterebbe irreversibilmente i tratti paesaggistici di un territorio inserito in un’area Pre-Parco adiacente al Parco Nazionale del Matese e ne sconvolgerebbe l’identità storica con un impatto devastante per le millenarie vie della transumanza inserite nel Patrimonio dell’UNESCO o di quella che il Prof. Salvatore Settis ha definito ‘la piccola Pompei’ riferito alla città sannitico-romana di Saepinum-Altilia.
Le norme che disciplinano le autorizzazioni di impianti da fonti alternative in Italia non ci aiutano a tutelare la nostra storia, la nostra identità, la nostra terra, il nostro patrimonio culturale, la nostra E-economia verde, il nostro paesaggio, la nostra agricoltura e il nostro sviluppo ecocompatibile.
Per questa ragione – conclude la missiva – sottoscriviamo questo appello con l’auspicio che un celere ed efficace intervento dei vostri Ministeri possa preservare la Valle del Tammaro”.

Ora si attendono riscontri.

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