HomeNotizieCRONACATentata estorsione con metodo mafioso per 100mila euro: tre arresti

Tentata estorsione con metodo mafioso per 100mila euro: tre arresti

L’operazione è stata messa a segno dalla polizia tra Campomarino e Sant’Elia a Pianisi


CAMPOBASSO. Tentata estorsione con metodo mafioso: sono in corso di esecuzione tre ordinanze di custodia cautelare da parte della Squadra Mobile, tra Campomarino e Sant’Elia a Pianisi.

Due le persone finite in carcere, mentre una è stata confinata ai domiciliari. Vittima della tentata estorsione un imprenditore di Campobasso.
Qualche giorno prima di Natale, i due indagati oggi finiti in carcere si sono presentati sotto l’abitazione dell’uomo, pretendendo – secondo quanto emerso dalle indagini- una corresponsione indebita di denaro. II pretesto di tale richiesta era quella di ottenere in favore del ‘mandante’, di Sant’Elia a Pianisi, del denaro a fronte di asseriti crediti che quest’ultimo avrebbe vantato.
La richiesta iniziale di 7mila euro è così lievitata fino a 100mila.

L’imprenditore, nonstante mille timori per sé e la sua famiglia, alla fine ha trovato il coraggio di rivolgersi alla Polizia e denunciare il fatto, consentendo alla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, di ricostruire la vicenda individuando le singole responsabilità. Il Gip ha condiviso l’mpianto accusatorio anche in relazione alla sussistenza del “metodo mafioso”, cioe alle intimidazioni che richiamano direttamente la metodologia utilizzata dai sodalizi criminali che controllano interi territori, sia pure non, fino ad ora, quello molisano. Inoltre, secondo gli inquirenti, il reato è stato commesso da persone non del tutto estranee a contesti camorristici.

“Si confermano con l’operazione ‘Red Zone’ (evocando sia le zone rosse Covid di provenienza degli arrestati) – evidenzia la Procura – che l’obiettivo di tenere indenne un territorio, quale quello molisano, dalle possibili infiltrazioni. Questa vicenda può essere presa ad esempio dei diversi modi di essere e di sentirsi ‘cittadino’ di questa regione: da un parte si può essere un imprenditore con la schiena dritta, che riceve minacce da pluripregiudicati, si preoccupa, ha timore, ma non esita e fa l’unica cosa giusta, denuncia i fatti all’autorità giudiziaria. Oppure si puo scegliere di essere un imprenditore che si avvale di pregiudicati, li utilizza e si fa loro strumento per rivendicare crediti, peraltro inesigibili. Se prevarranno i cittadini con la schiena dritta, questa regione non avra nulla da temere dalla criminalita mafiosa. Non la Procura, non le forze dell’ordine, ma proprio costoro saranno quelli che impediranno alle organizzazioni mafiose di radicarsi.

Ulteriori dettagli dell’operazione saranno illustrati questa mattina, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna della Scuola Allievi Agenti “G. Rivera” di Campobasso, nell’ambito di una conferenza stampa alla quale interverranno anche il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Campobasso Nicola d’Angelo e il sostituto procuratore Vittorio Gallucci.

 

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