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Covid, Basso Molise in zona rossa ma la Fiat non si ferma: i lavoratori incrociano le braccia

Parte presso lo stabilimento di Termoli lo sciopero di 8 ore per turno proclamato dal Soa: “Necessaria l’applicazione di ulteriori settimane di ammortizzatori sociali”


TERMOLI. Emergenza coronavirus: parte oggi alle 14 lo sciopero alla Fiat di Termoli proclamato dal Sindacato Operai Autorganizzati.

I lavoratori non si sentono tutelati, specie in questo particolare momento. “Il  presidente della Regione Molise nonché delegato all’emergenza Covid in questi giorni ha decretato zona rossa tutta l’area del basso Molise – si legge in una nota – Il problema è che questo provvedimento, giá in ritardo, non è altro che un copia-incolla di quello delle festività natalizie che aveva lo scopo di non far riunire familiari evitare di creare assembramenti nelle case e per le strade.

Ben altra cosa – evidenzia il Soa – dovrebbe essere la chiusura totale di tutte le attività non necessarie soprattutto se parliamo di produzioni meccaniche e altro , intanto anche il sindaco di Termoli non ha agito in questo senso, come la Prefettura e l’Asrem interpellati da noi lunedì scorso.

Intanto si continua a far spostare da tutta la regione i lavoratori che si recano a Termoli in particolare presso la Fiat Fca che é la più grande azienda della Regione , quindi tutti in zona rossa.
Ricordiamo che il governo ha stanziato ulteriori settimane di ammortizzatori sociali per il covid che proprio in questo caso noi riteniamo che siano necessarie applicarle per evitare il propagarsi del virus che in Basso Molise da fonti ufficiali è stata riscontrata anche una variante  inglese della malattia. Non a chiacchiere bisogna dire di restare a casa, noi vogliamo tutelarci insieme alle nostre famiglie e per il bene di tutta la comunità. Noi restiamo a casa ci asteniamo nell’andare a lavorare e scioperiamo. Siamo pronti a ritirare la protesta solo quando le istituzioni e l’azienda  decidono di retribuirci le assenze e di fermare tutto, non possiamo permetterci di perdere altri soldi per un diritto inalienabile, quello di mettere in prima linea la sicurezza e la salute collettiva.

Lo sciopero andrà avanti fino a domenica 14 febbraio. 

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