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Spunta la chat con Palamara, Isabella Ginefra rimossa dal vertice della procura di Larino

Avrebbe chiesto “appoggio e aiuto” all’ex presidente dell’Anm, ora radiato. Al suo posto il Csm ha nominato Elvira Antonelli


LARINO. Una ‘bomba’ è scoppiata sulla Procura di Larino. Il Csm ha rimosso dal vertice della Procura di Larino Isabella Ginefra, per essere ‘finita’ nelle chat di Luca Palamara. Al suo posto è stata nominata Elvira Antonelli, già sostituto procuratore a Sondrio.

Sarebbero spuntate – riferisce l’agenzia Askanews – delle conversazioni in cui Ginefra chiedeva “appoggio e aiuto” all’ex presidente dell’Anm, ora radiato, per ottenere proprio l’incarico di capo della Procura frentana.
Oggi, – si legge – il Plenum del Csm ha annullato la delibera e nominato Elvira Antonelli. “La pratica di Quinta Commissione, relatore il togato Giuseppe Marra, in favore di Antonelli, ha ottenuto 13 voti favorevoli e tre contrari, cinque gli astenuti. Antonelli, sostituto procuratore a Sondrio, prende quindi il posto di Ginefra, la cui nomina, avvenuta nel settembre del 2018, era stata contestata in sede amministrativa da alcune toghe che avevano concorso per quell’incarico. Il Consiglio di Stato, lo scorso anno, aveva dichiarato illegittimo il bando per l’ufficio direttivo di Larino, rimandando la palla alla Quinta Commissione di Palazzo dei Marescialli. Oggi il Csm ha deciso di annullare la nomina della Ginefra, a causa del suo coinvolgimento nelle chat intercettate sul telefono di Luca Palamara”.

Ed ecco i particolari ‘scottanti’. “Dalle registrazioni – prosegue l’Aska – sono emersi numerosi scambi di messaggi tra Ginefra e l’ex numero uno dell’Anm in cui la donna chiede ‘sostegno, appoggio e aiuto’ per l’incarico di capo della Procura di Larino. ‘Si tratta di circostanze che, ove conosciute, avrebbero certamente potuto influire sul giudizio espresso dalla Quinta Commissione e poi dal Plenum del Csm’, ha affermato Marra nella sua relazione ‘e che, dunque, assurgono ad elemento nuovo e sopravvenuto, idoneo a legittimare l’annullamento d’ufficio della presente procedura di conferimento di incarico direttivo’. Per i Consiglieri togati di Unicost Michele Ciambellini e Concetta Grillo, promotori del ritorno in V Commissione, respinto a maggioranza dal Plenum e contrari alla proposta di nomina, era necessario ‘un attento riesame in Commissione per ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato’. La proposta votata oggi dal Plenum – ha sottolineato il togato Ciambellini ‘è una delibera illegittima. Sono state violate fondamentali regole di diritto amministrativo ed eluso il giudicato del Consiglio di Stato’. Voto contrario anche per il togato Carmelo Celentano preoccupato per ‘la scarsa probabilità di tenuta della delibera in caso di impugnazione davanti al giudice amministrativo’”.

La questione resta calda, con il Plenum che aveva proposto “la rinnovazione dell’intero bando di concorso, proprio al fine di tutelare meglio l’interesse pubblico”.

 

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