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Isernia e il traballante diritto alla salute: continua il tour di ascolto di Volt

Nel quinto appuntamento, Volt ha incontrato rispettivamente Lucio Pastore, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale Veneziale di Isernia, e l’associazione ‘Qui si muore – SoS Molise’


ISERNIA. Elezioni alle porte: a Isernia nei prossimi mesi si rinnova il Consiglio Comunale e il partito paneuropeo Volt parteciperà attivamente alla dialettica politica cittadina con una rubrica fissa su isNews, dal nome di Es(Is)sto. A cadenza periodica, Volt interverrà sui principali temi d’attualità locale e non solo, cercando di dare un punto di vista differente e di promuovere iniziative ad hoc per una palingenesi politica quanto mai necessaria. Nel quinto appuntamento, Volt ha incontrato rispettivamente Lucio Pastore, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale Veneziale di Isernia, e l’associazione ‘Qui si muore – SoS Molise’, rappresentata da Francesca Ciarla e Corrado Del Torto. Alla scoperta delle fragili fondamenta che hanno imposto la zona rossa.

Il tour di ascolto di Volt si prefigge di ascoltare, elaborare ed accogliere bisogni e necessità degli attori coinvolti, evitando di proporre soluzioni facili e sbrigative come pure sterili accuse dalle quali i cittadini non crediamo possano trarre profitto. In questo caso sebbene il tema della sanità, già di per sé scottante, sia diventato incandescente nelle ultime settimane, non abbiamo cambiato il nostro modo di condurre il dialogo. Anzi, ci è sembrato doveroso intensificare ascolto ed empatia proprio per provare a scandagliare i motivi per cui il Molise è stato, purtroppo, tinto di rosso. La quinta tappa è stata allora interamente dedicata alla sanità molisana. Il 2 marzo, organizzando due incontri online, abbiamo avuto il piacere di ascoltare due diversi interlocutori: il dottor Lucio Pastore, primario del Pronto Soccorso del ‘Veneziale’ di Isernia, e i rappresentanti dell’associazione ‘Qui si muore – SoS Molise’.

Il dottor Pastore ci ha ribadito come il binomio pubblico-privato abbia molto danneggiato la sanità molisana, con una percentuale elevata di fondi del settore sanitario destinato ai privati accreditati. Una situazione di pregressa fragilità del settore pubblico, secondo Pastore “frutto di precise scelte politiche clientelari”, di cui la pandemia sta facilmente aggredendo la sua esile consistenza.

In più, il ridimensionamento degli ospedali pubblici – per diminuire il grande debito sanitario della Regione – non sembra aver minimamente impattato su quest’ultimo, lasciando solo un risultato: ospedali privati sia di personale che di strutture essenziali.

Un altro grande problema è che in Molise sembra mancare la minima confidenza con i concetti basilari di contabilità, come ad esempio la computazione delle spese per centri di costo, nonché la distribuzione della forza lavoro in base alle necessità di carico di lavoro rilevate. Abbiamo riassunto con il dottor Pastore questo triste connubio tra scelte politiche e carenza di competenze: in Molise non sembra ci sia un criterio razionale di allocazione delle risorse.

C’è poi il problema del personale. Il dottore ci ha spiegato che, per arginare questa terribile ondata pandemica, in Regione Molise c’è urgenza di potenziare i Pronto Soccorso, dotandoli di un’area grigia realmente funzionante e filtrante. Si dovrebbe cercare di organizzare la medicina territoriale per una copertura pronta e capillare di ogni angolo della Regione, nonché creare un unico hub Covid, magari riconvertibile in futuro.

Un quadro a tinte fosche, purtroppo, dal quale è però emersa ancor più forte la voce dei cittadini. Verso fine febbraio si è costituita infatti l’associazione ‘Qui si muore – SoS Molise’, per denunciare – viste le difficoltà in cui versa il Servizio Sanitario Regionale – l’impossibilità di vedersi riconosciuto il diritto all’assistenza sanitaria nella nostra regione. L’associazione si batte per questo diritto perseguendo due obiettivi fondamentali: dare la giusta visibilità nazionale alla tragedia che sta squassando il Molise, e cercare di ottenere l’estensione del ‘DL Calabria’ anche alla nostra regione, in modo da creare un commissariamento più ‘pesante’ in termini di raggio di azione e accentramento dei poteri. Ma per ora, ci raccontano Francesca e Corrado che hanno rappresentato il gruppo nell’incontro, nonostante le tante sollecitazioni formali il Ministero della Salute non ha fatto nulla per rispondere a queste necessità.

Il bisogno di parlare di questi problemi è emerso con forza da questi due incontri. Noi di Volt crediamo che sviscerare i punti critici della sanità molisana sia un passo urgente e necessario per elaborare possibili, rapide, strategie di risoluzione insieme ai cittadini. Per far questo, l’unica strada percorribile è approcciarsi ai problemi con metodo scientifico, abbandonando l’improvvisazione, e affidandosi a persone competenti. E se ora queste persone non sono nei palazzi del potere, il momento per cambiare le cose si avvicina sempre di più.

Vi invitiamo a partecipare attivamente al cambiamento rispondendo al nostro questionario, di cui trovate il link qui. Per saperne di più sulle attività di Volt a Isernia, potete seguirci sui canali social Volt Isernia: su Facebook, oppure seguendo @Voltisernia su Instagram, oltre alla newsletter su Telegram.

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