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Covid, il personale delle Poste a Toma: noi compatti in prima linea, vaccinateci presto

Le sigle sindacali Slp-Cisl Molise chiedono al governatore l’attivazione di una corsia prioritaria e preferenziale per l’erogazione volontaria del farmaco nei confronti di tutti i 760 dipendenti


CAMPOBASSO/ISERNIA. “È passato più di un anno dall’inizio della nostra convivenza con il Covid-19 e, purtroppo, la situazione è tutt’altro che superata, anzi per molti aspetti ormai sembra divenuta davvero drammatica”. Così Antonio D’Alessandro, portavoce delle sigle sindacali Slp-Cisl Molise. “Tuttavia, a dispetto dei rischi di contagio e dei pericoli per la salute, i dipendenti postali continuano a fornire alla cittadinanza un servizio costante, continuano a trovarsi a contatto diretto con una moltitudine di clientela d’ogni genere e, per questo, possono costituire un involontario veicolo di diffusione del virus”, spiegano.

“Nei lunghi mesi di chiusura precauzionale e nelle zone rosse, in cui le attività si fermano, i dipendenti di Poste Italiane sono rimasti compatti in prima linea, costantemente impegnati a fornire alla popolazione molisana i cosiddetti servizi indispensabili, e non solo quelli: dalla riscossione di pagamenti alla corresponsione delle pensioni, dall’accettazione della corrispondenza alla consegna di raccomandate e di pacchi con beni di prima necessità, fronteggiando l’emergenza e supportando in modo egregio una cittadinanza costretta a restare nelle proprie abitazioni. Il ragguardevole aumento di attivazioni SPID, indispensabili per la lavorazione di pratiche altrimenti non gestibili in presenza, il cospicuo rilascio di carte Postepay, essenziali per acquisti in internet d’ogni tipo ma anche per l’accredito di somme provenienti dall’Istituto di Previdenza, oltre ad aver dato risposte concrete alle necessità dei singoli attraverso la fruizione di servizi on-line, hanno anche permesso a tutta la collettività di conseguire una cultura informatica che, in tempi ordinari, avrebbe richiesto anni ed anni di impegno”, scrive D’Alessandro.

“Eppure – nota con amarezza – davvero rarissimi sono stati i segni di gratitudine attribuiti alla categoria postale, nonostante il lavoro svolto dai dipendenti di Poste sia sotto gli occhi di tutti. In Molise abbiamo 760 dipendenti che hanno continuato a lavorare senza se e senza ma, con volontà ed abnegazione. Una categoria, quella dei postali, che da sempre si intreccia strettamente con le piccole e grandi realtà cittadine, con la quotidianità delle persone, con le loro attività ed i loro interessi; una categoria di lavoratori, l’unica, in grado di intercettare la collettività nelle sue varie espressioni, interpretandone efficacemente necessità ed aspettative”, proseguono le sigle sindacali.

“Le medesime aspettative che ora gli stessi lavoratori postali nutrono nei confronti della Regione, al fine di vedersi attribuire quella considerazione necessaria per poter continuare a fornire, in sicurezza ed efficacia, i servizi all’intera cittadinanza. Per questo motivo – concludono Slp-Cisl Molise – siamo a chiedere un suo intervento per garantire ai dipendenti delle Poste una corsia prioritaria e preferenziale per l’erogazione volontaria del vaccino COVID19 nei confronti di tutti i 760 dipendenti di Poste Italiane in Molise”.

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