L’azienda sanitaria non ha tenuto conto della condizione di difficoltà che vivono le persone che attendono da mesi il vaccino a domicilio o coloro che assistono 24 ore su 24 un loro caro, affetto da disabilità o da gravi patologie. Da qui la denuncia di una familiare residente a Termoli e che per vaccinarsi è stata costretta a recarsi a Campobasso: “Assurdo che molti di noi debbano rinunciare alla somministrazione del siero per l’impossibilità di effettuare spostamenti che richiedono molto tempo”. La richiesta indirizzata all’Asrem è di riprogrammare da zero le somministrazioni per queste categorie, finite fino ad oggi nel dimenticatoio


CAMPOBASSO-TERMOLI- Da una parte ci sono i numeri resi noti dal Ministero della Salute che attestano che il Molise è tra le prime regioni in Italia per somministrazione dei vaccini, dall’altra la triste realtà che vivono i soggetti fragili, tra cui i disabili e le persone affette da gravi patologie, che stanno pagando il prezzo maggiore dell’emergenza sanitaria a causa dei ritardi che si stanno verificando nella campagna vaccinale a domicilio. Ma non sono solo loro a subire le conseguenze di questi ritardi ma anche i cosiddetti ‘caregiver’, per il quali la vaccinazione è iniziata ma non mancano le difficoltà e purtroppo molto spesso le rinunce per l’impossibilità a spostarsi da un comune all’altro.

E’ il caso per l’appunto dei caregiver familiari che risiedono in basso Molise e che per vaccinarsi devono spostarsi obbligatoriamente a Campobasso. Un fatto che per molti di loro significa dover rinunciare per buona parte della giornata a prendersi cura delle persone che assistono, molte delle quali sono allettate o prive della possibilità di compiere anche le basilari operazioni di movimento. O viceversa pazienti affetti da patologie neuropsichiatriche che non potrebbero in alcun modo restare sole in casa.

Un elemento che denota ancora una volta che per le categorie per le quali occorrerebbe prestare maggiore attenzione, sussistono al contrario anomalie e contraddizioni inaccettabili. Da qui la denuncia pubblica di una caregiver che fortunatamente è riuscita a vaccinarsi: “Pretendo a nome dei miei colleghi che sono stati costretti a rinunciare al vaccino, che chiediate scusa” – con riferimento ai vertici Asrem, che evidentemente hanno sottovalutato la condizione in cui versano tali categorie. A ciò si unisce la richiesta di riprogrammare i vaccini per tutti i caregiver e familiari che prestano assistenza quotidiana a un loro caro.

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