Nell’undicesimo appuntamento della rubrica su isNews, il partito paneuropeo ha intervistato Gennaro e Carmen e ha condiviso con loro visioni e idee sul ruolo dei luoghi di cultura in una città come Isernia


ISERNIA. Elezioni alle porte: a Isernia nei prossimi mesi si rinnova il Consiglio Comunale e il partito paneuropeo Volt parteciperà attivamente alla dialettica politica cittadina con una rubrica fissa su isNews, dal nome di Es(Is)sto. A cadenza periodica, Volt interverrà sui principali temi d’attualità locale e non solo, cercando di dare un punto di vista differente e di promuovere iniziative ad hoc per una palingenesi politica quanto mai necessaria. Nell’undicesimo appuntamento della rubrica su isNews, il partito paneuropeo ha intervistato Gennaro Petrecca e Carmen D’Antonino e ha condiviso con loro visioni e idee sul ruolo dei luoghi di cultura in una città come Isernia.

La Galleria Arte Petrecca opera ormai da quasi dieci anni sul territorio di Isernia. E quando realtà così importanti esistono e resistono da così tanto tempo, bisogna riconoscere la loro energia e la voglia di investire sul territorio sia a livello culturale che artistico. Questi valori sono sposati e condivisi da Volt, che ha voluto incontrare Gennaro Petrecca e Carmen D’Antonino anche per ribadire il filo rosso che lega indissolubilmente arte, politica e tessuto sociale.

Carmen ci ha raccontato che fin dal 2015 va avanti una proficua collaborazione grazie alla quale sii sono organizzate diverse mostre, anche con artisti internazionali, che sono potuti arrivare a Isernia in un modo che sarebbe stato difficile altrimenti. Il tutto anche attraverso importanti collaborazioni tra associazioni come ME.MO. e con il Mibact, allo scopo di attivare – tra le altre cose – diversi progetti anche di marketing del turismo con ragazzi e studenti del territorio: “Il nostro scopo – racconta – è quello di portare più persone possibili qui, a Isernia e in Molise. Cerchiamo di fare rete il più possibile, è l’unico modo che abbiamo per vincere. Dobbiamo creare una rete che metta insieme professionalità sul territorio, strutture ricettive e giusta comunicazione”. E lancia l’idea degli aperitivi nei luoghi culturali, per mettere insieme l’enogastronomia con la valorizzazione dei siti. Una proposta che ci ha particolarmente affascinato: a chi non piacerebbe sorseggiare un drink all’ombra della Storia?

Un problema grosso è che in zona manca un vero portale turistico. “Abbiamo sempre fatto tutto da soli con associazioni e gruppi indipendenti”, ci spiegano. Un altro tema che, da professionista e storica dell’arte, sta molto a cuore a Carmen è “la mancanza di professionisti del settore turistico che possano aiutarci, per esempio, con le visite guidate. Non intendiamo far lavorare degli improvvisati, ci teniamo alle competenze di chi opera nel settore culturale. 

A Venafro che dovrebbe essere la porta del Molise mancano per esempio sistemi per indirizzare i turisti sul territorio. Non solo: non c’è una rete di trasporto organizzata. Noi come associazione cerchiamo di far funzionare le cose al meglio, ma non riusciamo a sopperire a certe mancanze. Senza un portale turistico organizzato diventa davvero difficile. C’è la parte pubblicitaria, si, ma manca tutto il resto. E invece ci dev’essere una sinergia da parte di tutti, associazioni, amministrazioni ed enti pubblici”.

Consapevolezze che ci trovano disarmati e sulle quali ci piacerebbe davvero agire in modo concreto, magari ‘copiando’ sistemi che altrove si sono già dimostrati validi. Un’idea che trova concorde anche Gennaro: “La mediocrità qui è dilagante, e le persone brillanti vengono messe in secondo piano o gli vengono tagliate le gambe. Il sistema qui funziona così: c’è un clientelarismo radicato. La cultura viene sempre messa in secondo piano, perché c’è sempre qualcosa di altro di cui occuparsi. Per carità, non c’è niente di male in questo, ma capite che nel nostro settore siamo al punto zero. La cosa intelligente è andare a guardare a modelli già di successo e semplicemente importarli qui. Ci vuole più internazionalità. Guardate l’auditorium: avevo proposto di frazionarlo, con dei bandi, per coinvolgerlo in attività diversificate come il Museo dei Costumi. Non per farne un altro bar, possibilmente”.

Quello che ci sembra manchi è la visione a lungo termine. L’amministrazione locale si ‘perde’ nei problemi quotidiani che divengono Il loro unico scopo. La rottura sta nel far capire che si può ragionare sia nel particolare e sul momento che a lungo termine, progettando, ideando, importando qui quell’approccio globale ed europeo che serve anche a superare certe barriere culturali. C’è poi, tra le altre questioni, quella dei bandi e dei fondi europei. “Sarebbe bello avere una task force sul territorio, sempre attiva, che tenga i radar sempre accesi sull’Europa e su quali tipi di progetti possono essere valorizzati, e in che modo”.

L’ascolto, ancora una volta, si conferma un tipo di approccio fondamentale. “La scorsa estate – racconta Gennaro – ho ‘intervistato’ molti turisti in città per caprine provenienza, pernottamento medio, eccetera. Il comune non ha mai fatto qualcosa del genere, realmente, non ha raccolto dati aggregati: quindi non ha nulla in merito. Come si può pensare di organizzare qualcosa di strutturato se questi sono i presupposti? Noi, con altri soggetti del territorio come i Valerio, l’associazione Le Rotaie che organizza la Transiberiana, i ragazzi delle cascate di Carpinone, BorgoTufi/Res Sveva, ci siamo riuniti per condividere I dati che ognuno aveva raccolto, privatamente, dato che non ce ne sono di ufficiali. Questo per poter lavorare su una programmazione turistica su cui le autorità evidentemente non lavorano, né offrono supporto”.

“Quello che non tutti hanno compreso – ci spiega infine Carmen – è che il Molise può essere la destinazione di un nuovo turismo di nicchia: quello esperienziale, lento, naturale, che proponga ai visitatori non solo qualcosa da vedere ma anche qualcosa da fare. Questo paradigma cambierebbe davvero tutto”.

Il cambiamento di paradigma è esattamente quello che Volt sta cercando di portare. Per questo, vi invitiamo a partecipare attivamente al cambiamento con Volt, rispondendo al nostro questionario, di cui trovate il link qui. Per saperne di più sulle attività di Volt a Isernia, potete seguirci sui canali social Volt Isernia: su Facebook, oppure seguendo @Voltisernia su Instagram, oltre alla newsletter su Telegram.

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