La precisazione della Faisa Cisal dopo la manifestazione dello scorso 26 aprile davanti a Palazzo D’Aimmo


CAMPOBASSO. Dopo la protesta davanti ai cancelli del consiglio regionale, il sindacato Faisa Cisal che difende i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale, risponde la concessionaria Atm che con il suo rappresentate legale aveva contestato l’iniziativa, ritenendo che fosse strumentalmente indirizzata contro l’azienda.

Ma per il sindacato, che si dichiara basito dalla replica dell’azienda, la protesta era mirata a focalizzare l’attenzione politica “sul disastrato trasporto pubblico regionale”. “Specifichiamo – precisa la segreteria regionale della Fisa Cisal – che sul contratto integrativo non abbiamo remore ad affermare che le principali aziende del settore percepiscono dalla Regione, dall’anno 2011, risorse all’uopo dedicate. Fra l’altro, per tale motivo, ci si rivolgerà, a breve, nella sede prevista.

Sempre dall’anno 2011, le imprese percepiscono il contributo sia per i costi d’ammortamento per autobus nuovi sia per quelli di manutenzione.

La condizione degli autobus viaggianti, di cui nessuno nuovo, quindi, rende incontestabile la definizione di obsoleti.

Considerato – conclude la Fisa Cisal – che il Dpcm va osservato, rammentiamo che l’emissione dei biglietti a bordo è vietata e tale divieto dovrebbe essere imposto proprio dal datore di lavoro. Inoltre, se i biglietti emessi non superano le dita di una mano, non vediamo la necessità di far correre inutili rischi”.

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