I rappresentanti del Pd e della Lega a Palazzo di Città commentano la convulsa giornata di ieri. Battista: “Poi ci hanno ripensato, ma quei toni sono di gente che sembra non aver mai amministrato”.


di Maurizio Cavaliere

CAMPOBASSO. “Ascoltate il tono e vedrete come è stata gestita una nostra proposta di inevitabile accogliento, tanto inevitabile che il Consiglio comunale ci sarà il 18 maggio. E meno male che non abbiamo fatto una pregiudiziale”. La consigliera del Pd Bibiana Chierchia, e i suoi colleghi Antonio Battista e Giose Trivisonno, insieme con il consigliere della Lega Alberto Tramontano, sono prima di tutto delusi. Delusi dalla mancanza di dialogo tra schieramenti opposti, dalusi dal Movimento 5 Stelle che, alla fine, “è tornato sui suoi passi”.

Nella conferenza stampa in piazza Municipio i consiglieri di opposizione replicano ai colleghi consiglieri, della maggioranza e, sia pure usando un linguaggio consono alla dialettica di una sana democrazia, alzano il tono della voce. “Ieri in modo molto garbato – interviene Antonio Battista – abbiamo contestato alla maggioranza che gli atti depositati per un esame completo e consapevole del rendiconto non erano completi. Mancava cioè la relazione dei revisori dei conti, che anziché venti giorni prima ci è stata consegnata solo 36 ore prima. Dunque non abbiamo avuto la possibilità di approfondire i documenti contabili nei termini previsti della legge”.

Fatta notare la questione ai governanti e al Presidente del Consiglio comunale, la maggioranza è andata avanti per la sua strada. “Avevamo anche prospettato loro delle soluzioni per salvare il rendiconto e quindi non avere problemi riguardo alla continuità amministrativa e alla gestione della città, ma il nostro appello è rimasto inascoltato, fino a che ci hanno sbattuto i denti e alle 13.30, quando noi non eravamo più presenti in Assise, hanno preso un’altra decisione, quella di riconvocare il Consiglio per il 18 di maggio”. Mentre parla con noi, Battista sfoglia alcune sentenze amministrative in cui gli atti presentati in maniera non conforme alle regole, sono stati impugnati con successo dalle opposizioni.

Ad onore del vero, poi c’è comunque stato un cambiamento di direzione da parte della maggioranza, correzione in corsa che Battista considera in questo modo: “Bene che ci abbiamo ripensato, quello che contestiamo sono i toni che hanno usato, le offese che ci hanno scaricato addosso. Abbiamo fatto una opposizione correttissima e rispettosa, ma i loro toni sono stati  quelli di persone che pare non abbiamo mai governato e amministrato, mai presenti negli organi politici e amministrativi di una città e di un territorio. Argomenti e toni al di fuori della buona e consapevole lettura del Testo Unico sugli Enti Locali” hanno concluso le opposizioni.

 

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