E i dati del Molise sono in linea con la media nazionale: la metà delle persone con età compresa tra 60 e i 69 anni è ancora in attesa della prima dose del siero
CAMPOBASSO. In vista di un possibile ulteriore allentamento delle misure restrittive con contestualiu riaperture anticipate rispetto alla tabella di marcia fissata a fine aprile, la Fondazione Gimbe ha segnalato come, guardando alla percentuale di popolazione che non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, “la copertura degli over 60 risulta finora complessivamente insufficiente”.
Il report rilanciato sulle pagine del Fatto Quotidiano di ieri, segnala che mentre solo il 9,9% degli over 80 non ha ricevuto neppure una dose del siero anti-Covid, la percentuale sale al 25,9% della fascia 70-79 e, soprattutto, al 49,6% per quella 60-69 anni. Complessivamente in Italia oltre 5,6 milioni di persone “a rischio elevato di ospedalizzazione” sono ancora totalmente scoperte dalla protezione vaccinale.
I dati nazionali riferiti agli over 60 in attesa della prima dose del vaccino, sono in linea con quelli del Molise, dove hanno ricevuto la prima dose del siero meno della metà delle persone con età compresa tra i 60 e i 69 anni, per la precisione il 47%, come riportato dal report pubblicato lo scorso 12 maggio dal Corriere della Sera.
“A fronte di percentuali così elevate di over 60 non ancora coperte dalla prima dose – spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – da un lato si offre alle Regioni di aprire sino ai 40 anni per non rallentare le somministrazioni, dall’altro non si rendono noti i numeri di mancate adesioni e rifiuti selettivi di AstraZeneca, che hanno “costretto” ad estendere l’intervallo della seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna sino a 42 giorni con il solo obiettivo di supplire alla carenza di dosi di vaccini a mRNA”.
Il suggerimento della Fondazione, considerato che la campagna vaccinale sta entrando in una fase condizionata dall’adesione della popolazione, è quello di “integrare la prenotazione volontaria con un sistema a chiamata attiva, coinvolgendo in maniera sistematica e capillare i medici di famiglia e mettendo in campo un’adeguata campagna di comunicazione istituzionale e strategie di persuasione individuale”.
Proprio in relazione all’annunciato coinvolgimento dei medici di famiglia nelle somministrazioni, il Molise è una delle poche regioni nelle quali si è ancora in fase di stand-by. L’Asrem ha approvato le linee guida, si spera di partire quanto prima.
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