Si stimano oltre 23 milioni di presenze in più rispetto al periodo giugno-settembre 2020. Puglia, Toscana e Sicilia sul podio delle destinazioni più gettonate. Basso il livello di interesse per Molise, Basilicata, Umbria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Sulla nostra regione pesa il ritardo della programmazione di interventi di marketing e promozione territoriale fuori dai confini locali


CAMPOBASSO-TERMOLI. Con il green pass, maggiore spesa turistica per oltre 1,7 miliardi di euro. Cresce la tendenza per le case in affitto. Sul versante opposto oltre 4 milioni di italiani rinunciano alla villeggiatura per difficoltà economiche. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika in collaborazione con l’Università del Sannio.

A incidere positivamente sulla tendenza in crescita dei flussi turistici sarà anche l’introduzione del pass vaccinale introdotto dalla seconda metà di maggio. Il green pass, accolto positivamente da ben 10 milioni di italiani quale azione prioritaria per una vacanza in sicurezza, potrebbe alimentare la spesa turistica per oltre 1,7 miliardi di euro.

Da giugno a settembre dell’anno in corso, Demoskopika stima oltre 4,1 milioni di arrivi in più rispetto allo stesso periodo del 2020 con una crescita pari all’11,9 per cento: 38,8 milioni di arrivi nel 2021 a fronte dei 34,7 milioni di arrivi dello scorso anno. La crescita dei turisti si ripercuote positivamente anche sull’andamento dei pernottamenti. L’Istituto di ricerca stima in 165,7 milioni le presenze per l’estate alle porte rispetto ai 142,6 pernottamenti del 2020: poco più di 23 milioni di presenze turistiche in più con una crescita pari al 16,2 per cento.

Saranno principalmente cinque le destinazioni regionali a trainare la ripresa del settore turistico italiano e che, pertanto, hanno ottenuto il maggior livello di interesse nelle scelte dei turisti. In cima alle mete  più ricercate dagli italiani per i prossimi mesi si posizionano, infatti, Puglia con 1,9 milioni di arrivi (+13,6%) e 10,6 milioni di presenze (33,9%), Toscana con 4,1 milioni di arrivi (+13,4%) e 19,1 milioni di presenze (23,3%), Sicilia con 1,7 milioni di arrivi (+13,2%) e 6,5 milioni di presenze (23,6%). E, ancora, Emilia-Romagna con 4,5 milioni di arrivi (+12,9%) e 23,1 milioni di presenze (26,3%), Sardegna con 1,5 milioni di arrivi (+12,8%) e 8,2 milioni di presenze (20,0%).

A riscuotere, inoltre, un livello di interesse medio-alto altri cinque sistemi turisti regionali: Campania con 1,9 milioni di arrivi (+12,5%) e 8,5 milioni di presenze (18,1%), Calabria con 981 mila arrivi (+12,1%) e 6,2 milioni di presenze (19,8%), Liguria con 1,6 milioni di arrivi (+12,2%) e 6,3 milioni di presenze (16,4%), Lazio con 2,6 milioni di arrivi (+11,6%) e 8,5 milioni di presenze (8,5%) e, infine, Veneto con 5,3 milioni di arrivi (+11,4%) e 22,4 milioni di presenze (7,4%).

Si riscontra, almeno dalle previsioni di Demoskopika, al momento un basso livello di interesse per Molise, Basilicata, Umbria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia.

Vantaggi: introduzione pass vaccinale genera incremento di oltre 4 milioni di turisti. Otre 10 milioni di italiani ritengono il green pass tra le azioni prioritarie affinché un turista possa sentirsi più sicuro in vacanza in Italia. Quale potrebbe essere, dunque, il valore aggiunto dell’introduzione in Italia del pass vaccinale prevista per la seconda metà di maggio/inizi di giugno? Demoskopika stima in 4,4 milioni di arrivi l’effetto del certificato di vaccinazione sul dato complessivo estivo dei quasi 39 milioni di turisti, pari ad un’incidenza dell’11,3 per cento. Un provvedimento virtuoso che genererebbe poco più di 1,7 miliardi di spesa turistica. Spostando l’analisi a livello regionale, il passaporto vaccinale favorirebbe l’incremento dei flussi turistici prioritariamente in tre sistemi turistici locali: Veneto con 566 mila arrivi e 222 milioni di euro di spesa turistica, Emilia-Romagna con 556 mila arrivi e 252 milioni di euro di spesa turistica e, infine, Toscana con 516 mila arrivi e 234 milioni di euro di spesa turistica.

Demografia dei vacanzieri: oltre 1 italiano su 2 andrà in vacanza. Destinazione? Italia. Oltre la metà di italiani hanno scelto di andare in vacanza nei prossimi mesi: il 28,7% sta pensando di programmare una vacanza per i prossimi mesi, il 20,6% ha deciso di partire anche se manifesta ancora qualche indecisione mentre solo il 4,1% ha già prenotato la villeggiatura. Prevale la vacanza “nazionalista”: l’86,8% degli italiani pronti a “fare le valigie” per andare in vacanza, la trascorreranno nel Belpaese. Sul versante opposto, il 13,2% ha scelto di recarsi oltre confine: l’11,1%, in particolare, ha in programma una meta europea mentre il 2,1% opta per una destinazione internazionale. Da evidenziare, infine, che la propensione degli italiani per una vacanza all’estero ha registrato un incremento significativo rispetto allo scorso anno, quando, in particolare, questo orientamento era stato indicato appena dal 7,8% del campione intervistato.

Identikit della vacanza: prevale la tradizione, località balneari in cima. Poco meno di 9 italiani su 10 concentreranno la loro villeggiatura nel mese di luglio (32,3%) e, soprattutto, in agosto (54,2%). Orientamento coerente con la tipologia di vacanza individuata. Quasi 7 italiani su 10, infatti, si affideranno alla tradizione optando di trascorrere la vacanza al mare (68,9%), preceduta dalla scelta delle “città d’arte e dei borghi” (13,2%) e dalla linea di prodotto turistico “montagna, campagna e agriturismo” (12,4%). Le vacanze saranno, inoltre, preferibilmente “familiari”. Ben il 66,7% del campione interpellato, infatti, non ha dubbi: andrà in vacanza con il partner (31,4%) o con altri componenti del nucleo familiare (35,3%). E, ancora, a villeggiare in gruppo con amici, ha risposto un più che significativo 27,6% dei “vacanzieri” mentre i “solitari” rappresenterebbero appena il 2,3 del campione. Ma quanto durerà la vacanza? Circa 7 o 8 giorni secondo la metà dei casi rilevati (51,5%) immediatamente seguita da un periodo di due settimane (17,1%) e di una vacanza di 4 o 5 giorni (14,7%).

Pernottamento: scelta della “casa vacanza” raddoppia rispetto allo scorso anno. Per l’estate 2021, il 37,2% degli italiani preferirebbe pernottare in una “casa presa in affitto”, Un dato ancora più significativo se confrontato con la tendenza dello scorso anno quando la modalità di risposta era stata indicata dal 18,9% degli individui interpellati. Orientamento dettato – secondo i ricercatori di Demoskopika – dalla combinazione di due fattori: la crescente voglia di vacanza motivata dal programma di vaccinazione in combinazione con la volontà di associare una soluzione più isolata al concetto di vacanza più sicura. A optare per la “casa di proprietà della famiglia” o “ospite di parenti e amici” rispettivamente il 10,6% e il 3,9%.

Per quanto riguarda, inoltre, le rimanenti tipologie di pernottamento, circa la metà degli italiani (48,3%) che ha scelto di andare in vacanza, indica le strutture più tradizionali del sistema ricettivo alberghiero o extra-alberghiero. In particolare, “Albergo o villaggio turistico” (29,3%), “Bed & breakfast” (12,5%), “agriturismo” (3,7%), “campeggio” (2%) e “ostello della gioventù” (0,8%).

 

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