La Cisl invoca una maggiore coesione sociale nell’interesse dei lavoratori


CAMPOBASSO. L’emergenza Covid ha fatto emergere, più che mai, la necessità di una grossa coesione sociale e, in tale ottica, un ruolo chiave lo hanno le parti sociali. Ne è convinto il segretario della Cisl Poste Molise Antonio D’Alessandro.

“Anche in Molise – evidenzia – le parti sociali si sono coalizzate, sottoscrivendo documenti unitari condivisi. Se troppo poco si è mosso, le responsabilità sono da attribuire più alla politica e ad alcune associazioni che non riescono ad interpretare il contesto o hanno interessi propri. Invece, questo momento delicato deve vederci protagonisti ed uniti per affrontare la crisi attuale e le prospettive future, lavorando unitariamente per un raggiungimento di obbiettivi per il benessere di tutti.

Le segreterie dei principali sindacati devono lavorare per evitare drammi sociali per milioni di lavoratori che affrontano una delle crisi più gravi dal dopoguerra. Pertanto, in questo contesto, come sindacato di categoria – continua Antonio D’Alessandro – dobbiamo concentrarci sulle tematiche davvero importanti per tutti lavoratori. Vale a dire il rinnovo del contratto di lavoro che deve necessariamente subire un’accelerazione al fine di arrivare alla sottoscrizione prima dell’estate. Serve anche un accordo sulle Politiche Attive è indispensabile per dare risposte a tanti lavoratori che nutrono aspettative. Il premio di risultato dovrà essere negoziato e ratificato con l’Azienda prima dell’arrivo delle ferie estive.È necessario – aggiunge – definire il processo di integrazione ed armonizzazione di Nexive. È fondamentale verificare anche le opportunità, all’interno di Poste Italiane Spa, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) ed accedere ai finanziamenti per il rafforzamento delle Politiche Attive del Lavoro e della Formazione.

Per queste ragioni – conclude Antonio D’Alessandro -, è doveroso intensificare le fasi di confronto al fine di addivenire, nel giro di qualche mese, alla definizione di tutti questi argomenti. Confronti strategici inconcludenti, tensioni aziendali irragionevoli, rivendicazioni assurde e polemiche inutili sono del tutto insensate, strumentali e poco appropriate, se non addirittura dannose; il momento attuale impone di avviare azioni che non debbano mirare a distruggere, bensì a costruire. Costruire prospettive concrete ed un futuro stabile per l’intera categoria, nell’interesse dei lavoratori”.

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