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Gemelli Molise in vendita, il gruppo Patriciello in corsa tra i colossi della sanità

Nelle indiscrezioni anche De Benedetti e Angelucci. La lettura della vicenda dell’ex consigliere Massimo Romano


CAMPOBASSO. Gemelli Molise in vendita, ci sarebbe anche il gruppo Patriciello tra i colossi della sanità interessati a rilevare il centro di ricerca e alta specializzazione di Campobasso. Un nome, quello dei titolari della Neuromed e di altre cliniche italiane, spuntato insieme alle indicazioni di Carlo De Benedetti e della famiglia Angelucci.

La notizia sta circolando in queste ore, insieme alla preoccupazione espressa dai sindaci del Molise per la vendita dell’ex Cattolica, inaugurata da Papa Giovanni Paolo II, che arrivò a Campobasso il 19 marzo 1995 per la posa della prima pietra della clinica diventata un punto di riferimento per la sanità regionale.

Un argomento del quale si è parlato anche oggi in Consiglio regionale e sul quale sono non poche le prese di posizione. A partire da quella dell’ex consigliere regionale Massimo Romano.

“Il grido di dolore dei vescovi molisani contro la “privatizzazione” della fu Cattolica di Campobasso – le parole di Romano è persino più esilarante della tragica reazione a scoppio ritardato di Fantozzi davanti al tradimento della moglie Pina. Non si erano resi conto di niente? Eppure è solo l’epilogo prevedibile e persino scontato di un disegno concepito da anni. Il passaggio cruciale risale a due anni fa: con Decreto n. 85 del 2/10/2019, il commissario Giustini dispose la ‘voltura’ dell’autorizzazione sanitaria e dell’accreditamento della “Fondazione di ricerca e cura Giovanni Paolo II” in favore di ‘Gemelli Molise spa’, una società di capitali, privata, che ha ‘ereditato’ tutti gli asset della struttura pubblica diventando agilmente scalabile da qualsiasi imprenditore privato”.

“La conclusione è sempre tragicamente la stessa – ha concluso Romano – in questa splendida regione che non esiste è sempre più difficile tracciare un confine realistico tra soggetti autenticamente inconsapevoli e complici interessati delle (poche) menti in grado di preordinare disegni di costante vilipendio delle Istituzioni pubbliche a vantaggio di noti e spregiudicati prenditori privati (sempre i soliti, peraltro). L’ardua sentenza alla Degrassi che, nell’occasione potrebbe anche verificare a che punto sia la costituzione del diritto reale di superficie a favore della Asrem.

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