HomeNotizieCRONACAFurti di cavi di rame: due ladri denunciati dai carabinieri di Guardiaregia

Furti di cavi di rame: due ladri denunciati dai carabinieri di Guardiaregia

A seguito di una capillare attività investigativa


CAMPOCHIARO. Rintracciati due dei ladri parte della banda organizzata che, nella notte del 5 aprile, aveva messo a segno un furto nella zona industriale di Campochiaro. A farne le spese una importante ditta specializzata nella progettazione, costruzione e manutenzione di linee elettriche di media e bassa tensione, cabine elettriche, impianti eolici e fotovoltaici, linee di telecomunicazione in rame e fibre ottiche. Il bottino è stato quantificato in alcuni quintali di cavi di rame, buona parte dei quali abbandonati durante la fuga e poi recuperati, e in una Fiat Panda parcheggiata nel piazzale dell’azienda.

Il sistema di allarme e antintrusione non era entrato in funzione, ma i carabinieri intervenuti si sono messi subito sulle tracce dei malviventi, che hanno condotto a Giugliano in Campania, luogo dove risultava lampeggiare il segnale del GPS installato sull’autovettura rubata. Il veicolo è stato rinvenuto in buone condizioni e restituito ai legittimi proprietari.

Altro elemento che ha contribuito a indirizzare le indagini nella giusta direzione è stato il rinvenimento di un veicolo, poi dato alle fiamme, operato dai carabinieri di una stazione della provincia di Benevento che, nella circostanza, avevano fermato anche due stranieri, gravati da precedenti specifici e trovati in possesso di telefoni cellulari e materiale per lo scasso.

L’Autorità Giudiziaria di Campobasso, condividendo le prime risultanze investigative, ha disposto l’esecuzione di accertamenti tecnici e incrocio di celle e dati fonia. Proprio tale meticolosa attività esperita dai carabinieri di Guardiaregia ha consentito di ricostruire una rete di contatti tra i due stranieri dimoranti nel casertano, che già il giorno prima erano stati in Campochiaro, verosimilmente per un sopralluogo per il colpo messo poi a segno la notte seguente, quando i telefoni cellulare sono stati spenti a pochi metri dall’obiettivo e riaccesi a distanza di qualche ora.

L’attività investigativa prosegue con l’intento di dare un volto agli altri complici della banda, che risponderanno, in concorso con il 26enne ed il 39enne già deferiti, di furto aggravato e possesso di strumenti da scasso.

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