HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'La Cripta di Epifanio chiusa al pubblico, Valente: pasticcio apocalittico, ecco perché

La Cripta di Epifanio chiusa al pubblico, Valente: pasticcio apocalittico, ecco perché

L’architetto e storico spiega le ragioni della mancata apertura del sito, gioiello della cultura religiosa altomedioevale in Europa


CASTEL SAN VINCENZO. È considerato uno dei gioielli della cultura religiosa altomedioevale in Europa, eppure è impossibile da visitare. Parliamo della Cripta di Epifanio, che ha sollevato e continua a sollevare polemiche proprio per l’impossibilità di accesso. Ma quali sono le ragioni? Le spiega con un post sulla sua pagina Facebook l’architetto e storico molisano Franco Valente. “Ma vi siete chiesti – scrive – per quale motivo non si può visitare? Il problema non si risolve aprendola. Immaginate 50 turisti che arrivano dal mare con gli infradito che entrano in uno spazio che dopo 5 minuti gronderebbe condensa sulle pareti?

La Cripta di Epifanio è grande come il retrocucina di un miniappartamento senza finestre. Sarebbe come pretendere che la sala operatoria di cardiochirurgia venisse aperta al pubblico perché tutti hanno diritto a conoscere come si opera al cuore. L’area archeologica di San Vincenzo al Volturno è al disastro totale per scavi effettuati in maniera dissennata, per coperture sciagurate, per assenza di manutenzione, per mancanza di personale specializzato per restauri grotteschi.

Non entro nella Cripta di Epifanio da almeno quattro anni. Neanche l’abate di Montecassino può entrare nella cripta di cui è proprietario. È difficile capire che la cripta è un luogo di culto di una comunità religiosa a cui la soprintendenza impedisce l’accesso perché ha recintato tutta l’area e non può garantire l’apertura per mancanza di personale. 

Senza dire che l’area circostante la Cripta è di proprietà della Regione Molise, con esclusione dei cosiddetti ‘muri affioranti’ che sono dello Stato. Con sentenza del Tribunale di Isernia si è chiarito dunque che la Cripta è della Congregazione Cassinese, i muri affioranti sono dello Stato (che ancora non conclude l’esproprio), le aree sono del Demanio della Regione Molise. Un pasticcio apocalittico all’italiana che non ha soluzioni”.

 

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