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Melogli: io uomo libero, ecco come governerò Isernia

L’ex sindaco, ospite di ‘Cose in Comune’, a tutto campo su liste, programma e nuova Giunta. “Non sono un uomo solo al comando, coinvolgerò tutti”. GUARDA LA TRASMISSIONE


 ISERNIA. Si chiude con Gabriele Melogli, candidato sindaco di centrodestra, la prima stagione di ‘Cose in Comune’, il web talk di isNews sulle Comunali di Isernia, almeno nella fase del primo turno.

L’avvocato ed ex sindaco rimane con i piedi per terra: problemi di bilancio e di personale imbrigliano chiunque si candidi ad amministrare. Nessuno ha la bacchetta magica, ma l’esperienza può fare la differenza. La sua, che ha governato Palazzo San Francesco per 10 anni, ma anche quella di consiglieri e assessori in carica, che hanno amministrato negli ultimi cinque anni con Giacomo d’Apollonio ma che ora hanno scelto di essere al suo fianco, nelle sue liste. “Inizialmente non nascondo che pensavo potesse essere un handicap – ha ammesso Melogli – ma invece mi sono dovuto ricredere. L’amministrazione uscente in parte è criticata, ma loro conoscono i fatti e il vissuto degli ultimi cinque anni meglio di altri. E dunque questo diventa addirittura un valore aggiunto”. Poi si lascia andare a una similitudine calcistica: “Quando in una squadra di serie A si cambia il centravanti o l’allenatore – ha spiegato – non si cambia sempre tutto l’impianto della stessa”.

Le liste, si diceva. Una squadra che vanta molti candidati giudicati autentici campioni del consenso, con il rischio anatra zoppa già al primo turno, se le stesse superassero il cinquanta per cento dei voti validi. Ma le elezioni – ha ricordato con una sorta di monito – “le vince il sindaco, dunque i candidati consiglieri possono prendere anche 2 mila voti, ma se il candidato sindaco non vince le elezioni, senza il cosiddetto premio di maggioranza loro rischiano di fare i consiglieri d’opposizione, ben che vada”.

Melogli spesso viene additato anche di essere troppo vicino al governo regionale in carica. Ma sul punto non si nasconde: “Il primo a chiamarmi – ha svelato – fu Michele Iorio, a gennaio. Mi disse: ‘Dobbiamo salvare Isernia’. Ma io gli risposi che nessuno meglio di lui poteva farlo e che lo avrei appoggiato come sindaco. Lui tuttavia rispose di volersi candidare a presidente della Regione e io, in quel momento, dissi che non me la sentivo. Perché ho preso allora la decisione di ricandidarmi? Non certo perché, come si vuol far credere, sono l’uomo di Toma o perché, come si insinua, mi ha costretto Patriciello. Io sono un uomo libero, non ho bisogno di politica, i miei figli lavorano nel mio studio e fanno gli avvocati tutti e tre. Ciò che mi ha spinto sono state le persone incontrate per Isernia che mi hanno chiesto di rimettermi in gioco. Qualcuno mi ha addirittura commosso, sembrava quasi che mi riconoscessero un potere taumaturgico, cosa che escludo assolutamente, ci mancherebbe altro. Io però sono un uomo dal cuore tenero e purtroppo ho ceduto: dire di no significava quasi tradire la fiducia e la stima di tante persone che, assicuro, mi hanno fatto richieste costanti”.

Sul programma da portare avanti, si parte da una certezza: bisogna esaminare la pianta organica dell’ente, ma il Comune non può assumere nessuno. “Le promesse elettorali le lascio ad altri – ha sgomberato il campo – Il bilancio è in predissesto dall’anno scorso, bisogna attivare una procedura ministeriale per avere il nulla osta per due o tre assunzioni, quelle che servono. La piscina comunale? Nei primi 100 giorni non riuscirò a costruirla, la pubblica amministrazione è soggetta a una serie di procedure amministrative rigide. Promettere sarebbe facile. Ma ricordo che due volte che l’impianto è stato chiuso al governo della città c’era il centrosinistra, una prima volta nel ’96, la seconda nel 2015”.

L’ex sindaco non lesina un passaggio anche su un suo antico cavallo di battaglia, l’auditorium, che a suo dire va completato seguendo il progetto originario, visto che ora ci sono i fondi del Contratto istituzionale di sviluppo, che saranno utilizzati direttamente dal ministero. “Bisogna che conservi la sua vocazione culturale – ha sottolineato – All’interno c’è una sala mostre da 2mila metri quadri per la quale mancano intonaci, pareti, pavimenti. Nell’attuale foyer è previsto un grande bar, dietro il palcoscenico ci sono una serie di locali inutilizzati e la mia idea è di darli alle compagnie teatrali e ai gruppi musicali che operano sul territorio. Cinema, roof garden, un anfiteatro da mille persone per eventi all’aperto, bar, negozi che abbiano affinità con la struttura e che diano un utile al Comune: l’auditorium è un’opera in grado di attrarre gente da tutta la provincia, la regione e da fuori”.

Infine un passaggio sulla nuova Giunta. Esterni, tecnici o politici? “Presto per dirlo – ha tagliato corto Melogli – In politica vanno contemperate le contrapposte esigenze, ci sono regole particolari e ci vogliono i numeri. Persone di mia fiducia a titolo gratuito saranno miei collaboratori e daranno una mano per far accelerare la macchina amministrativa. Ma di certo coinvolgerò tutti i consiglieri eletti con apposite deleghe. Intendo coinvolgere tutti – ha concluso – perché non sono un uomo solo al comando e i problemi non posso risolverli tutti da solo”.

GUARDA LA TRASMISSIONE

 

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