Consiglio comunale del 28/09/2021

L’ACCORDO QUADRO. In ogni caso, questo l’appello del sindaco, “la delibera di indirizzo per aderire al nuovo Accoro quadro regionale va votata, perché con essa esprimiamo un parere politico forte. Se noi non avessimo fatto l’accordo con Ica Creset saremmo stati sempre con l’acqua alla gola. Abbiamo avuto un extragettito prima e poi un super extragettito grazie alla decisione di aderire. L’Ufficio ragioneria è esiguo, strapieno di impegni. Abbiamo fatto extragettito con il recupero dell’evasione e non abbiamo aumentato di un centesimo nessuna tassa, non c’è nessuna delibera che aumenta le tasse. Se non si incassa il dovuto, il Comune non spende: questo è il principio degli equilibri. Avevamo cinque anni dell’idrico da riscuotere e la Corte dei conti ci aveva bacchettato dicendo che eravamo incapaci di farlo e i nostri controlli erano carenti. Abbiamo fatto milioni di euro di recupero, un extragettito anche di 2 milioni che abbiamo riversato sulla città. La concessionaria con i suoi lavoratori ha recitato un ruolo fondamentale. Ora nell’accordo quadro non c’è più la concessione, ma si prevede un appalto di servizi di supporto all’ente per la riscossione. Va bene lo stesso, da soli siamo in grado soltanto di gestire la riscossione spontanea, ma non basta. Grazie a Ica-Creset abbiamo proceduto alla ricostruzione dei ruoli, avevamo perso tutto dopo la rottura con Esattorie spa”.

FORMICHELLI: UNA SCENEGGIATA. Terminato l’intervento si è aperto un primo duro scontro con la consigliera Rita Formichelli: “Dopo cinque anni non sapete ancora quali passaggi formali vanno fatti per convocare i Consigli comunale – ha tuonato – Non ci credo più: la pratica si poteva istruire e si poteva fare una bozza di delibera, ma il presidente del Consiglio si sarebbe opposto a convocare. Quando però è stata fatta la conferenza dei capigruppo nessuno si è preoccupato di sapere se gli atti fossero stati preparati. La prefettura tace sulla mancata approvazione degli equilibri di bilancio, mentre invece è solerte nel far convocare questo Consiglio. Dopo che è stato convocato, tutti gli organi preposti, compreso il segretario, dovevano guardare gli atti. Vedo lavori pubblici che vengono fatti e poi si dice che non ci sono soldi per tappare le buche. Ci sono gli impegni di spesa per farlo? Ne dovete rispondere. Quella di oggi è l’ennesima sceneggiata, dove noi andiamo a dare un indirizzo alla nuova amministrazione: è del tutto inutile, anche perché mancano atti e documenti. Nessuno si è preoccupato di controllare se gli atti fossero stati predisposti: e non è il presidente del Consiglio a mandare le carte all’ufficio tecnico”.

Qui d’Apollonio ha perso le staffe una prima volta, accusando la consigliera de ‘La Città Nuova’ di non avere mai fatto una proposta concreta, ma di agire unicamente a mo’ di guastatore.

Mentre Lombardozzi ha subito sfruttato l’assist: “Se l’amministrazione avesse voluto, probabilmente questa delibera poteva essere istruita nei tempi e nei modi dovuti – ha detto il presidente – Non è colpa mia. Il sindaco, insieme al consigliere delegato che ha ricevuto come me la richiesta, avrebbe potuto istruire e mandare a chi di competenza l’Accordo quadro. Potevate mandare gli atti al segretario”.

AZZOLINI QUERELA. Poi è il turno di Salvatore Azzolini (Fdi): “Non si sta dando uno spettacolo edificante questa sera- ha esordito – Pensavo che ci fosse tempo per sistemare l’aspetto formale e procedimentale delle cose, nel tempo. Dopo cinque anni assistiamo a uno scollamento totale tra quelli che sono i capisaldi dell’attività amministrativa e politica. Abbiamo subito tante decisioni univoche nel gioco dei numeri, avremmo dovuto fare chissà quanti ricorsi al Tar. Oggi non mi sento però di gettare la croce solo sulle spalle del presidente del Consiglio. Quando una proposta approda in Consiglio comunale, va da sé che il sindaco, il presidente e il segretario devono portare gli atti corredati dei pareri. Sono state mortificate le funzioni, ognuno si è trincerato dietro le proprie posizioni. C’è stato disinteresse sulla questione. La cosa offende il Consiglio comunale e va a disdoro dell’amministrazione”.

Quando il consigliere tira in ballo la questione appalti, sostenendo che sugli stessi il Consiglio avrebbe dovuto dare un indirizzo di volta in volta, il sindaco si inalbera una seconda volta: “Forse le sarebbe piaciuto fare questo, ma la legge non lo consente, si aggiorni. Non accetto lezioni da lei”. Azzolini non arretra: “Quest’amministrazione ha amministrato malissimo questo ente e lei, sindaco, non finisce brillantemente la sua carriera”. Il primo cittadino addirittura tira in ballo presunti problemi di reputazione, precisando in un secondo momento di parlare di “fama politica”. Ma Azzolini non ci sta, chiede soddisfazione in aula e annuncia querele, con d’Apollonio che abbandona l’aula mentre il consigliere sta ancora parlando.

SCONTRO SINDACO-PRESIDENTE. Sempre per Fdi prende la parola Gianni Fantozzi, che propone costruttivamente di aggiornare l’assise dopo cinque giorni, ma di uscire comunque con un deliberato. Poi torna sul pomo della discordia: l’assenza di pareri non è imputabile solo al presidente del Consiglio, che infatti ribadisce di aver inoltrato le richieste ricevute al sindaco. E d’Apollonio perde la pazienza per la terza volta: “Non sono il ragazzo di bottega del presidente, non facciamo i garzoni. Basta retorica, bisogna assumersi le proprie responsabilità, non posso fare sempre io da parafulmine”.

LOMBARDOZZI SE NE VA. A questo punto, Lombardozzi chiede a Fantozzi, consigliere anziano, di sostituirlo nella conduzione dei lavori sostenendo di sentirsi poco bene e si rivolge al sindaco con un gesto volto a significare che avrebbero dovuto parlare dopo. Ma d’Apollonio non ne vuol sapere: “Non voglio sentire altro, basta. Peppino, non voglio ascoltarti”. Lombardozzi lascia l’aula, poi alla fine si vota l’atto di indirizzo.

Appuntamento a dopo il voto, ammesso che nessuno vinca le elezioni già lunedì prossimo. Nel qual caso, la patata bollente sarebbe della nuova amministrazione.

 

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