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‘Ho visto i Lupi volare’. Lo spaccato di un’epoca e del Campobasso della B nel romanzo di Giovanni di Tota

Dal campo in carbonella da cui i calciatori uscivano come da una miniera, allo stadio di Selva Piana sul quale passarono tutte le grandi squadre. Un racconto sul filo delle emozioni, presentato ieri alla Gil, con le prodezze sportive della squadra di pallone che si accompagnano al ricordo dei grandi personaggi degli anni Settanta e Ottanta


CAMPOBASSO. L’amore, viscerale, per Campobasso e per la sua squadra di calcio, che dal campo in carbonella, dal quale i giocatori uscivano tinti di nero come da una miniera, aveva visto arrivare la grandi squadre nel nuovo stadio di Selva Piana. La Juventus, il Milan, la Fiorentina, oltre a tutte le formazioni che militavano in Serie B, insieme al Campobasso calcio dell’epoca d’oro.

C’è tutto questo e una serie di aneddoti che sono uno spaccato di vita della città tra gli anni Settanta e Ottanta, e sui suoi grandi personaggi, nel libro di Giovanni di Tota ‘Ho visto i lupi volare’ (Creativin edizioni) presentato al Palazzo Gil di Campobasso, con il Patrocinio dell’Assessorato regionale ai Molisani nel mondo.

A dialogare con l’autore la giornalista Sabrina Varriano, in una conversazione sul filo della memoria e delle emozioni. Ma anche dei sorrisi. Al loro fianco nell’auditorium della Fondazione Molise cultura l’assessore regionale Vincenzo Cotugno e il sindaco di Campobasso Roberto Gravina. Che hanno evidenziato quanto lo sport può fare per la promozione del territorio. Un altro tassello per la crescita del Molise, proprio ora che il Campobasso è tornato in serie C. Tra i professionisti.

In platea i dirigenti della società attuale e alcuni dei grandi protagonisti di quella stagione calcistica, da Carmelo Parpiglia a Marco Maestripieri, a Domenico Progna, a cui è arrivato il saluto dello storico mister, quell’Antonio Pasinato che, come ha ricordato Giovanni Di Tota, iniziava sempre le sue interviste del dopo partita con quel “Sono d’accordo con lei”.

‘Ho visto i lupi volare’ non è solo la storia del Campobasso calcio ma di chi quelli anni li ha attraversati da campobassano e da tifoso sfegatato. “Per questo – ha detto Giovanni di Tota a Sabrina Varriano – non ho mai pensato di poter fare il giornalista sportivo. Non sarei mai stato obiettivo”.

Una passione per il calcio iniziata quando per la prima volta da bambino varcò la porta, “di quello che non era uno stadio ma un campo”, accompagnando il suo papà a seguire una partita di pallone. Quel babbo, a cui il libro è dedicato, che appare come una figura stimata – persona di grande cultura, tra i fondatori di ‘Tiro rete’, tanti ricordano i suoi sonetti – e sempre molto presente. E poi avanti, dagli anni Settanta ai gloriosi anni Ottanta della Serie B, quando tutti grazie al calcio iniziavano a conoscere la città di Campobasso.

Ogni domenica sempre sugli spalti, a suonare il tamburo per guidare il tifo la domenica in casa e poi anche in trasferta. Coinvolto nelle sassaiole con le tifoserie avversarie e in aneddoti che riguardano personaggi molto conosciuti. Dall’ex assessore regionale Pierpaolo Nagni all’ex preside Luigi Biscardi, allo storico presidente del Campobasso Antonio Molinari. E qui altri aneddoti tutti da leggere. Come il racconto del viaggio Campobasso-Roma con i tifosi avversari della Lazio.

“Ho visto i Lupi volare – ha detto l’autore – è l’omaggio al privilegio che come tifosi di quegli anni abbiamo potuto vivere. Spero che i giovani di oggi possano rivivere le nostre emozioni. Visto che noi siamo stati dei privilegiati”.

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