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Le frane che bloccano il Molise. Battaglia (Uil): ad Anas 300 chilometri di strade

Le ex statali e le arterie gestite dalle Province, pur con la riduzione di risorse necessarie per garantirne la manutenzione


CAMPOBASSO. Passare ad Anas circa 300 chilometri di ex strade statali e provinciali del Molise. E’ quello che chiede il segretario Uilpa Anas Molise Carmine Battaglia.

“La frana che ha interessato la viabilità provinciale che conduce al Comune di Castelpizzuto, giunta anche alla ribalta delle cronache nazionale – le parole del sindacalista – sta provocando l’isolamento dell’intera comunità con gravissime ripercussioni sia in termini economici che sociali. Tale evento rappresenta, semmai ce ne fosse ancora bisogno, tutta la fragilità del sistema viario nella nostra regione, fortemente messo a dura prova da una importante situazione di dissesto idrogeologico che sta provocando una vera e propria cancellazione della viabilità regionale”.

“Ciò comporta – ha aggiunto Battaglia – da una parte la perdita di posti di lavoro, favorendo l’inesorabile spopolamento dei nostri piccoli comuni e delle aree svantaggiate e, dall’altra, accresce i rischi per la sicurezza degli utenti della strada. E’ evidente, oramai, che le Province trovano difficoltà nel gestire la viabilità di competenza a seguito di importanti tagli di risorse economiche, che determinano un forte ridimensionamento delle proprie attività manutentive. E’ pur vero, però, che le proposte risolutive ci sono. Infatti, basterebbe continuare quel processo, indicato proprio dalla Uilpa Anas nel 2015, che vede il passaggio di gestione a favore dell’Anas di alcuni tratti viari di competenza provinciale, al fine di garantire maggiori investimenti, una pianificazione oculata delle risorse, adeguamento degli standard di sicurezza ed una più organica pianificazione dell’intera viabilità regionale”.

Proposta in parte concretizzata, ricorda il sindacalista, a fine nel 2018, con il passaggio ad Anas di circa 149 Km di strade provinciali che, a distanza di poco tempo, sono state oggetto di importanti interventi di manutenzione, che ne hanno determinato un deciso miglioramento in termini di sicurezza e percorribilità.

“E allora chiediamo alla politica regionale molisana: che fine ha fatto la proposta di statalizzazione della viabilità regionale, promossa dalle Province di Campobasso e Isernia e da diversi Comuni, che riguarda il passaggio ad Anas di circa 300 chilometri di ex strade statali e provinciali? Nonostante le tante sollecitazioni fatte dalla Uil – ha rimarcato ancora – non si è ancora provveduto alla convocazione del tavolo tecnico presso il Ministero competente per definire questo cruciale passaggio di strade”.

“Purtroppo l’apparato politico regionale avrebbe dovuto concretizzare interventi volti ad accelerare il processo di riclassificazione delle ex strade statali e provinciali contenute nella proposta in possesso della Regione, per procedere velocemente all’emanazione periodica del DPCM per la revisione della rete stradale di interesse nazionale. Ma l’assenza di capacità decisionale sta portando come risultato una non proficua lungaggine burocratica, con disagi tangibili per l’intera popolazione molisana”.

In aggiunta, sottolinea il segretario della categoria, l’accorpamento dell’Anas del Molise con quella dell’Abruzzo sta di fatto limitando l’incisività del già piccolo e spesso dimenticato territorio molisano a livello nazionale, soprattutto dinanzi alla grande lacuna conseguente all’inerzia amministrativa, che vede lo svuotamento di alcune funzioni amministrative e tecniche indispensabili per operare con l’autonomia, la prontezza e l’efficienza che una Regione merita, non consentendo, inoltre, alla viabilità molisana di avere un idoneo riassetto della rete stradale.

“Una situazione – ha concluso Battaglia – che continua a sfuggire di mano ai nostri politici, i quali continuano a discutere sulle infrastrutture viarie senza una visione di insieme che definisca, una volta per tutte, un’efficace pianificazione, invece di alimentare una profonda inefficienza dell’attività degli enti coinvolti”.

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