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La moda a impatto zero che nasce dai rifiuti: l’ex Ittierre del Gruppo Valerio ora è realtà

Presentato il progetto di economia circolare RES, che dal riciclo della plastica punta a produrre tessuti sostenibili senza emissioni. FOTO E VIDEO


PETTORANELLO DEL MOLISE. Recupero – della plastica e del territorio – innovazione, moda, ambiente, economia circolare. Nasce da questi concetti il nuovo grande progetto industriale del Gruppo Valerio – a capo dal 1989 di Smaltimenti Sud, azienda specializzata nella raccolta, trasporto, valorizzazione e smaltimento di rifiuti urbani – un binomio che mette a sistema il mondo dei rifiuti con quello del tessile, ex vessillo del territorio molisano per almeno 30 anni. Un processo che non ha nulla di chimico, senza emissioni, e che punta a creare 100-150 posti di lavoro reinvestendo sulle maestranze ex Ittierre, alcune delle quali già recuperate e coinvolte nel progetto. Riciclando i rifiuti, si realizzeranno tessuti innovativi: e la plastica dovrà fare solo 20 chilometri, da Pozzilli a Pettoranello, per essere lavorata e tornare a nuova vita sotto forma di abiti.

RES, Recupero Etico Sostenibile: questo il nome del progetto, illustrato oggi pomeriggio nei dettagli dagli imprenditori Antonio Lucio, Antonio Sandro e Maria Valerio, che hanno scommesso su una filiera complessa, ma semplice, che punti a una reinterpretazione totale della filiera del tessile.

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Una presentazione in grande stile, nello stabilimento di Pettoranello ex Ittierre, con un parterre istituzionale di massimo livello: dal presidente della Regione Donato Toma all’europarlamentare Aldo Patriciello, dal sottosegretario alla Giunta regionale Roberto Di Baggio al presidente del tribunale di Isernia Vincenzo Di Giacomo, dal sindaco di Isernia Piero Castrataro al presidente della Provincia Alfredo Ricci, agli assessori regionali Mena Calenda, Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro e tanti altri. E con un moderatore d’eccezione: Andrea Pancani, vicedirettore del Tg di La7, costretto a collegarsi a distanza per un problema occasionale durante il viaggio in direzione Molise. A introdurre i lavori, il sindaco di Pettoranello, Marcello Toto.

antonio lucio valerio1 3Come spiegato da Antonio Sandro Valerio, quello del riciclo della plastica per abiti a impatto zero è un progetto “complesso, ma reso semplice dall’introduzione dei materiali riciclati, dove noi possiamo giocare una parte di rilievo perché abbiamo aziende più che trentennali che trattano il ciclo dei rifiuti in maniera compiuta. Abbiamo la possibilità di ottenere dei prodotti selezionati e adatti per il recupero totale fino a diventare una materia prima per altri settori. L’obiettivo di assumere 100-150 persone è facilmente raggiungibile: la sfida – ha sottolineato – è quella di recuperare le persone, il tessuto sociale. Un tessuto che non è quello attinente la nostra attività caratteristica, ma quello del tessile, che ha caratterizzato questo territorio per tanti anni esprimendo professionalità di chiara fama sul territorio nazionale. Oggi parliamo di sostenibilità di processo, un domani speriamo anche di prodotto. Vogliamo recuperare il distretto industriale di Pettoranello, dove le maestranze ci sono ancora tutte e coprono tutta la filiera del processo produttivo. Siamo qui stasera, dunque, per recuperare il lavoro, l’aspetto principale della nostra vita sociale. Oggi gestiamo lo scarto, non la plastica, ma puntiamo a non avere più scarto. La ricerca è sulla possibilità di reimpiegarlo attraverso processi sostenibili – non processi chimici  – e la tecnologia oggi ci aiuta, perché la plastica diventa filamento senza emissioni in atmosfera, con la termoformatura a bassa temperatura”.

Il Gruppo Valerio, insomma, per partire con questo avveniristico progetto, ha già attinto agli ex dipendenti Ittierre e a tutte le persone che hanno fatto parte di quel mondo.

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Parole che hanno fatto il paio con quelle del cugino Antonio Lucio. “Ittierre – ha esordito l’imprenditore – era il sogno del Molise, la riscossa del Molise nel mondo. Quello che cercheremo di fare con la nostra esperienza, partendo dal settore industriale dei rifiuti, è creare una filiera attraverso l’innovazione, ovvero la produzione di tessuti innovativi. Questa è la nostra idea, da realizzare attraverso la ricerca. Punteremo molto su di essa: infatti, oltre questo compendio immobiliare, acquistato grazie al presidente del tribunale di Isernia Di Giacomo, che è stato il vero motore dell’operazione, abbiamo rilevato anche Mossi e Ghisolfi, ovvero il vecchio centro di ricerca all’interno del Nucleo industriale di Pozzilli. Da lì, attraverso la ricerca, cercheremo di dare nuova vita a quello che era questa storica azienda. La provincia di Isernia è un vero e proprio distretto industriale e tutte queste professionalità ci sono ancora. Siamo avvantaggiati – ha chiosato – Se riusciamo a trovare dei tessuti sostenibili, possiamo veramente pensare a qualcosa in grande. Siamo qui oggi perché abbiamo una mission nell’azienda: tutto quello che fa smaltimento noi lo vorremmo recuperare, almeno nella gran parte. A questo si accompagna il riciclo dei materiali. Abbiamo innovato tutti gli impianti che abbiamo con selettori ottici, in modo da recuperare la maggior parte di rifiuto che arriva: polimeri, carta, ferro, ecc. Vogliamo separare i polimeri della plastica e con la ricerca fare un nuovo tipo di materiale. Di qui nasce Res, Recupero Etico Sostenibile, puntando alle risorse del territorio. Il progetto ha una forte valenza sociale, rispettando tuttavia la vocazione ambientale del territorio. E abbiamo avviato una partnership con l’Unimol per dare spazio anche ai giovani in questo progetto”.

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