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Pediatria, mancano antibiotici in tutto il Molise: le ragioni di un caos annunciato

Tra malanni di stagione e carenze del personale ancora una volta a pagare lo scotto dell’emergenza sanitaria saranno i bambini 


di Pietro Ranieri

ISERNIA/CAMPOBASSO. Mancano gli antibiotici in tutta la Regione. A confermarlo sono diversi farmacisti che, contattati telefonicamente da isNews, spiegano come ci sia soprattutto penuria di quei farmaci a uso pediatrico utilizzati nella cura di malattie respiratorie. Bronchioliti, bronco-polmoniti, gravi forme di otite: tutti malanni di stagione che richiedono terapie antibiotiche importanti e nei casi più gravi anche ricoveri. Che sono, tra l’altro, un’ulteriore nota dolente.

La medicina pediatrica in Molise continua a dimostrarsi un settore problematico. I motivi parrebbero essere diversi. In primis, la difficile situazione degli ospedali pubblici – soprattutto il ‘San Timoteo’ di Termoli e il ‘Cardarelli’ di Campobasso: ma se Atene piange, Sparta non ride, considerando l’attuale stato della Pediatria del ‘Veneziale’ di Isernia. Mancano ovunque medici specialisti, che preferiscono altre strutture più attrattive o i meno stressanti ambulatori territoriali. La Regione avrebbe bisogno di almeno 7 pediatri e 5 neonatologi, tanto che il direttore Asrem Oreste Florenzano il 6 dicembre è stato costretto a firmare una convenzione ad hoc con il ‘San Giuseppe Moscati’ di Avellino, che fornirà gli specialisti necessari alle strutture sanitarie pubbliche del Molise. Non solo: proprio oggi – martedì 28 dicembre – al ‘Cardarelli’ dovrebbero arrivare i nuovi medici pediatri dalla società cooperativa cui si è rivolta l’azienda sanitaria regionale per coprire 198 turni da 12 ore di lavoro. Al momento il reparto dell’ospedale del capoluogo dispone di soli 2 posti letto, in Ororinolaringoiatria, per consentire l’ampliamento del reparto Covid. Con la riorganizzazione in corso, che prevede lo spostamento in Fisiatria, Pediatria dovrebbe arrivare a 9 posti letto.

Le strutture insomma già soffocano, per una ragione non solo di personale ma anche logistica. A differenza dell’anno scorso, infatti, quando le scuole erano chiuse e i ragazzi erano in Dad, i bambini sono tornati in aula a condividere spazi comuni e socialità. E qui il protocollo prevede un’areazione continua dei locali mediante l’apertura delle finestre, anche con il rigido clima invernale. Era prevedibile che, tra l’inevitabile promiscuità che si crea fra bimbi, gli sbalzi di temperatura tra dentro e fuori le aule e la naturale fragilità dei piccoli, questo potesse diventare un momento molto delicato. Bambini e neonati affetti da virus respiratori e bronchiali di rilevante gravità sono all’ordine del giorno, in questo periodo dell’anno. Indipendentemente dalla pandemia.

Malanni di stagione, certo, che però nelle varie contingenze rischiano di impensierire non poco il sistema sanitario già messo a dura prova dal Covid, che ha costretto le strutture molisane – in particolare, come detto, il ‘Cardarelli’ – a destinare la disponibilità dei posti letto di Pediatria a Malattie infettive. Se a questo si aggiunge anche la stagionalità e il conseguente estremo fabbisogno di farmaci, che la distribuzione farmaceutica non sembra riuscire a sostenere, il quadro dipinto diventa davvero inquietante. Con buona pace dei genitori ‘costretti’, da lavoro e necessità, ad affidare ogni giorno i propri bimbi alle scuole dell’Infanzia.

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