Folti gruppi di vacanzieri del Nord fanno tappa ogni giorno presso il Museo dove sono esposte fino al 6 gennaio le natività realizzate da Giovanni Teberino. Un modo efficace per onorare le feste, il Natale e capire la ‘campobassanità’. C’è anche quello con lo stetoscopio nella mangiatoia, dedicati ai sanitari che continuano a lottare contro il Covid.
di Maurizio Cavaliere

C’è sempre gente al Museo dei Misteri. I giorni delle feste di Natale sono quelli in cui la struttura museale che ospita la storia e gli ingegni che sfilano il giorno del Corpus Domini, viene scelta da tanti curiosi e turisti per la mostra di presepi realizzati da Giovanni Teberino. Una passione forte quella che lega Teberino alla rappresentazione della natività, lo si capisce dalla cura dell’esposizione, con l’accostamento di tredici dei circa trenta presepi in mostra ai tredici carri dei Misteri (era successo solo in occasione dei 300 anni dalla nascita del Maestro di Zinno) che rappresenta il collegamento di intenti e di interesse tra le due festività religiose tanto care ai campobassani e a Teberino. Il quale ogni anno aggiunge uno o più pezzi alla collezione, poi sceglie i lavori da esporre. Quest’anno si vede per la prima volta il presepe realizzato come tributo ai sanitari che hanno lavorato duramente e tra mille rischi nei giorni più tristi della pandemia. Sullo sfondo una mascherina chirurgica e i giorni dei due lockdown, 8 marzo e 3 novembre 2020, in primo piano una boccetta di amuchina che alimenta un laghetto, mentre tra i pastorelli si snoda uno stetoscopio che raggiunge Gesù Bambino nella mangiatoia, come a voler sentire i rumori impercettibili delle viscere della vita, del suo mistero. E’ la natività che Giovanni avrebbe voluto mostrare l’anno passato, ma i tempi non erano ancora maturi. Non che lo siano quelli di oggi, visto che la pandemia condiziona e spaventa ancora tanto, ma almeno, rispetto all’anno scorso il museo è aperto e sono tante, finora 600 circa, le persone che lo hanno visitato e lo apprezzano quotidianamente. La maggior parte dei visitatori è composta da vacanzieri del Nord Italia che ammirano sempre con grande curiosità e trasporto il gioco di squadra che custodisce da decenni la tradizione dei Misteri.
Ancora per alcuni giorni sarà possibile visitare mostra e museo. Al massimo quindici persone alla vota (con super green pass) possono entrare nella struttura dove un tempo c’era la palestra in cui migliaia di ragazzi campobassani hanno imparato a giocare a pallavolo. Oggi quel luogo custodisce la sapienza dell’artigiano, la passsione per le tradizioni e la storia cittadina vecchia e nuova: dal bellissimo presepe velato che annuncia il Mistero dell’Assunta alla natività con il detenuto in carcere e la mamma che arriva per la visita, opera in abbinamento con il Mistero di San Leonardo. Ma sono tutti interessanti i lavori, perché nascono da un’idea che si sviluppa attraverso contenuti ben definiti. C’è pure il presepe inedito di quest’anno, che simboleggia una scena molto dolce in cui Maria, per la prima volta riposa, mentre San Giuseppe, teneramente, culla in braccio Gesù. Giovanni Teberino cura tutto personalmente, sistemando ogni cosa con attenzione per fare in modo che i presepi non siano un’appendice del museo ma ne costituscano sia pure temporaneamente una venatura importante e una vena pulsante.
Sono tredici le edizioni di questa mostra nella mostra, tredici come i Misteri. Per visitarla c’è tempo fino al 6 gennaio.




