Atteso ad horas il mini rimpasto di Giunta e l’assegnazione di competenze ad Aida Romagnuolo. Il governatore, tornato in Molise dopo l’esperienza con i Grandi elettori, si prepara a blindare l’ultimo anno di legislatura


 di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. “Intervenendo come Grandi elettori alla rielezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica abbiamo vissuto una settimana di grande politica. Come ho già avuto modo di dire, con Mattarella l’Italia continuerà ad essere in buone mani. Stabilità istituzionale e continuità governativa, in un momento di pandemia come questo, sono una priorità. Del resto lo dimostra l’indicazione quasi plebiscitaria sul suo nome, pur con i distinguo che rispetto”.

Giorni di grande politica, quelli a cui fa riferimento il presidente della Regione Donato Toma, che vanno al di là delle trattative per l’indicazione del nuovo capo dello Stato, che lo hanno visto anche impegnato direttamente nella delegazione dei governatori ricevuta dallo stesso Mattarella. Lunghe chiacchierate con il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani e ‘l’orecchio’ attento alle manovre per la costituzione di un’area centrista, collocata tra i due schieramenti.

“Non posso che ritenerlo un progetto interessante – le parole di Donato Toma – Sarebbe la concretizzazione del famoso Terzo polo moderato di cui si parla da anni. E io sono da sempre un centrista e un moderato”.

Se questo comporterà un suo ricollocamento politico è ancora tutto da vedere. Tanto più che il nuovo centro è al momento solo una proclamazione d’intenti. Anche se la politica ci lavora.

Un discorso legato anche alla definizione e all’approvazione della nuova legge elettorale, con molte spinte verso il ritorno al Proporzionale. Che lascia qualche dubbio in Toma. “Il Maggioritario consente maggiore governabilità – la sua riflessione su questo aspetto – quanto al Proporzionale e al possibile ripristino delle preferenze ho invece molti dubbi. Lasciando ai cittadini la possibilità di indicare un nome sulla scheda elettorale si può aprire la via a scelte di ‘pancia’. La scelta è invece ponderata quando arriva dai partiti, che decidono le candidature sulla base delle competenze e del percorso politico e amministrativo maturati”.

Dalla politica nazionale a quella regionale. Con qualche novità, sul fronte mini-rimpasto, attese ad horas. A partire dalle nuove deleghe ai consiglieri, in primis l’esponente di Fratelli d’Italia Aida Romagnuolo. 

“Ma nessuna rivoluzione – anticipa Toma – assegnerò ai consiglieri delegati alcune delle materie che ho tenuto io, visto che da quando sono stato nominato commissario alla sanità, sono oberato di lavoro e di impegni. E rivedrò qualcosa delle deleghe degli assessori”. Che perderanno dunque alcune competenze. Mentre Toma guadagnerà il sostegno della Romagnuolo, una delle due ex ‘pasionarie’ della maggioranza. L’altra, Filomena Calenda, è già entrata in giunta. E ha deposto ogni polemica. 

Un modo per blindarsi i prossimi mesi di legislatura e mettersi al riparo da una nuova possibile mozione di sfiducia – se ne è parlato nelle settimane scorse – finalizzata ad anticipare di qualche mese la data del voto. Previsto per la prossima primavera, a scadenza naturale del mandato.

L’annuncio della nomina della Romagnuolo tra i consiglieri delegati, gli altri sono Armandino D’Egidio e Andrea Di Lucente, potrebbe arrivare già in serata. Insieme al decreto che ridisegna gli impegni degli assessori.

Giovedì, intanto, è prevista la cerimonia del giuramento di Sergio Mattarella, alla presenza dei Grandi elettori. “Mi hanno invitato, sto vedendo tutti gli impegni istituzionali in programma per dopodomani”, ha concluso Toma. Che ha fatto sapere di aver messo in ‘cassaforte’, come aveva annunciato la matita, con cui ha votato per l’elezione del presidente della Repubblica. Tra i cimeli dell’esperienza politica vissuta la scorsa settimana.

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