Lo certifica il rapporto redatto dall’Istat e dall’Istituto superiore di sanità. Isernia tra le provincia in cui si è registrata una minore diffusione del virus


CAMPOBASSO/ISERNIA. Emergenza coronavirus: c’è il Molise tra le regioni in cui si è registrata una più alta mortalità.

A certificarlo è il Rapporto redatto dall’Istat, insieme all’Istituto superiore di sanità che ha analizzato le principali caratteristiche di diffusione dell’epidemia Covid-19 e del suo impatto sulla mortalità totale del biennio 2020-2021. Dai dati emerge anche che Isernia è tra le province italiane in cui si è registrata una minore diffusione del contagio.

Quella effettuata è un’analisi dettagliata della più recente fase epidemica estesa fino al mese di gennaio 2022, che permette di fare il punto su come i contagi si siano mossi nelle regioni.

DIFFUSIONE. Le regioni con minor diffusione sono state nel 2020 la Calabria e la Basilicata, nel 2021 il Molise e la Sardegna. Nel 2021 le province più colpite in termini di diffusione del virus sono state Trieste (13.905), Rimini (13.751), Forlì-Cesena (12.308), Bolzano (11.756) e Imperia (10.746), quelle con minor diffusione sono state Sassari (3.791), Sud Sardegna (3.811), Isernia (3.856), Catanzaro (3.894) e Oristano (4.011).

MORTALITA’. Passando alle vittime che ha mietuto questa pandemia, mentre fino alla prima metà del 2021 l’andamento della curva dei decessi a livello nazionale è stato abbastanza in linea con quello dei casi, con una traslazione di due-tre settimane dei decessi rispetto ai picchi dei casi, nella seconda metà del 2021, grazie all’impatto della massiccia campagna vaccinale, il numero settimanale dei decessi è stato molto più contenuto rispetto a quello dei casi.

Nel 2020 le regioni con più alta mortalità da Covid erano Valle D’Aosta, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, nel 2021 risultano Friuli-Venezia-Giulia, Campania, Molise, e Emilia-Romagna.

Considerando le età, il contributo più rilevante a livello italiano all’eccesso dei decessi del 2021 rispetto alla media degli anni 2015-2019 è dovuto all’incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più che spiega il 72% dell’eccesso di mortalità complessivo; in totale sono decedute 455.170 persone di questa classe di età (circa 46 mila in più rispetto alla media del quinquennio 15-19). L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un altro ulteriore 21% dell’eccesso di decessi; in termini assoluti l’incremento per questa classe di età, rispetto al dato medio degli anni 2015-2019, è di oltre 13 mila decessi (per un totale di 177.937 morti nel 2021).

A livello territoriale è nel Mezzogiorno che si osserva l’eccesso di mortalità maggiore dell’anno 2021 rispetto al periodo 2015-19 (+12,9% di decessi), con regioni come Puglia (+18,5%) e Molise (+14,6%) ben al disopra della media nazionale (+9,8%). Al Nord solo la Provincia autonoma di Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia presentano un eccesso superiore al 13%.