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Guerra in Ucraina, minuto di silenzio in Consiglio regionale. Toma: 40mila profughi in arrivo in Italia

L’argomento discusso in apertura di seduta. I governatori commissari delegati per gestire l’emergenza


CAMPOBASSO. No alla guerra russa in Ucraina, la seduta di oggi del Consiglio regionale si è aperta con un minuto di silenzio per le vittime del conflitto e con l’intervento del presidente dell’Assise di Palazzo D’Aimmo Salvatore Micone e del governatore Donato Toma, che ha annunciato l’arrivo in Italia, e quindi anche in Molise, di profughi ucraini.

“L’Europa e il mondo libero credevano che la guerra nei propri territori fosse ormai un retaggio del secolo passato – le parole di Micone – Gli allarmi delle sirene antiaereo, le esplosioni nei palazzi istituzionali e civili, le persone costrette nei rifugi per sfuggire ai bombardamenti, il coprifuoco, le vittime di granate o mitragliate per le strade, le lunghe colonne di profughi europei che si spostano da un lato ad un altro del continente con la morte nel cuore nell’aver dovuto abbandonare affetti e abitazioni, sembravano così lontane. Da alcuni giorni, invece, ci siamo tutti svegliati da questo torpore e ci siamo accorti che queste immagini non sono girate in qualche studio cinematografico, ma sono reali e vedono protagonisti cittadini europei come noi. Uomini e donne, figli, nipoti, genitori, mogli o mariti di persone di nazionalità ucraina che siamo abituati a frequentare tutti i giorni e che ci aiutano nella vita quotidiana dei nostri paesi”.

“Questo Consiglio regionale, che vede la rappresentanza politica di tutti i molisani, vuole dunque, qui e ora, esprimere vicinanza e solidarietà al popolo ucraino in questa difficile prova e, al pari delle istituzioni nazionali, europee e internazionali, intende ancora una volta ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, così come stabilisce l’articolo 11 della Costituzione italiana. L’Assise, quindi, non può che deplorare quanto accaduto in questi giorni con l’invasione ordinata dal Presidente Putin di uno stato sovrano da parte dell’esercito russo. L’auspicio di tutti noi – ha concluso Micone – non può che essere quello che tacciano le armi, e che tutti i contendenti, quali che siano le ragioni per cui si sono mossi, ricerchino insieme, nel dialogo e nel confronto la pace tra i popoli”.

Sulla questione guerra russo-ucraina e sul ruolo delle Regioni ha dato notizie il governatore Donato Toma, impegnato in due riunioni con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Già in giornata sarà emanata un’ordinanza per l’accoglienza dei profughi ucraini, mentre ai presidenti di Regione sarà assegnato il ruolo di commissario delegato, con il coordinamento della Protezione civile nazionale e il coordinamento dei prefetti.

Tra i problemi da affrontare quello delle risorse finanziarie per l’accoglienza dei profughi. Si tratterà di circa 700mila persone, di cui 40mila diretti in Italia. C’è poi un problema sanitario. La maggior parte degli ucraini sono stati vaccinati con Sputnik, che in Italia non è riconosciuti. Sulla questione il ministro della Salute Roberto Speranza ha interpellato Ema.

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