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Sanità, sui contratti coi privati Toma chiede incontro a 4 ministri: “Non possono lasciarmi solo a guadare il fiume”

L’intervento del governatore in Consiglio regionale. La questione dei tetti di spesa e degli accordi di mobilità tra le questioni sollevate. Oltre ai ritardi nella nomina del sub commissario


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Sanità, sui nuovi contratti da firmare con i privati il governatore del Molise Donato Toma ha chiesto l’apertura di un tavolo politico nazionale.

L’annuncio oggi in Consiglio regionale, con il presidente della Regione che è intervenuto nel dibattito della mozione del Pd, prima firmataria Micaela Fanelli, sul ‘Piano operativo contenente piani di azione sanitari da approvare entro il 15 marzo per accesso ai fondi Pnrr’. Approvata, come quella di Gianluca Cefaratti sulla carenza di medici del 118.

Nel dibattito le dure accuse del capogruppo del M5s Andrea Greco. “Sulla gestione sanitaria lei non ha più scuse – ha detto Greco a Toma – continua a propinarci la teoria che lei è incolpevole su questioni sanitarie, non ultime le decisioni che riguardano Asrem, mentre il commissariamento le conferisce poteri straordinari, anche per gli accordi con i privati accreditati”.

“Non posso essere lasciato nel guado in mezzo al fiume, mentre fuori impazza la tempesta – ha detto Toma – per questo ho chiesto un incontro a quattro ministri: il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro per il Mef Daniele Franco, il ministro per gli affari regionali Mariastella Gelmini e il ministro per il Sud Mara Carfagna. I privati non hanno firmato i contratti perché non hanno accettato i tetti di spesa voluti dall’ex commissario Angelo Giustini, che per loro potrebbero essere un suicidio. Io da commissario alla sanità sono tenuto ad applicare quei tetti e quello che mi chiede il Governo, e da governatore lo faccio. Ma da presidente della Regione posso dissentire, per questo chiedo ai ministri, che sono i miei ‘mandanti’ che mi dicano cosa devo fare”.

Pungolato ancora da Greco, “allora lei vuole aumentare i budget”, Toma ha ancora precisato.

“Le soluzioni non stanno solo nell’aumento del budget, ma anche negli accordi di mobilità, con le regioni da cui arrivano pazienti diretti alle strutture sanitarie private d’eccellenza che abbiamo in Molise. Il fatto è che noi stiamo continuando ad incassare i soldi per le prestazioni dei privati e ad avere puntati contro i fucili del Tavolo tecnico e della Corte dei conti. Il rischio che corriamo è una condanna per indebito arricchimento, di fronte alla quale dovremo pagare”.

La questione è quindi nuovamente scivolata sulla sua nomina a commissario “arrivata non perché sono il presidente della Regione, ma perché la Corte costituzionale ha eliminato l’incompatibilità tra il ruolo di governatore e quello di commissario” e sui ritardi nella nomina del sub commissario. Ruolo vacante dopo le dimissioni di Annamaria Tomasella, nominata al vertice dell’Agenzia che gestisce le Asl in Sardegna.

“Mi si dice che posso decidere anche senza sub commissario, e io lo sto facendo per le questioni meno delicate. Su quelle più delicate sto aspettando, come sulla programmazione del Piano operativo sanitario 2022/2024, non vorrei che ce lo impugnassero perché mancano le firme. Intanto ho però iniziato le consultazioni e domani sentirò la Conferenza dei sindaci”.

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