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Crisi, Boccardo lancia l’allarme sulla situazione del Molise: “Vanno riscritte le regole per dare respiro ai ceti deboli”

L’intervento della segretaria regionale della Uil alla luce delle recenti indicazioni del Governo sulla tassazione degli extraprofitti delle multinazionali: “Lo chiediamo da due anni – evidenzia – In regione momento particolarmente delicato”


CAMPOBASSO. Per la ripresa “servono misure coraggiose, senza precedenti, come la tassazione degli extra profitti delle multinazionali, proposta che la Uil sollecita da mesi e mesi e che pare esser stata sposata dal Governo per ridurre il costo del carburante. Ma questo deve essere solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione, di uno shock che deve essere inflitto ai mercati e all’economia nazionale”. Di tale avviso si dice la segretaria generale della Uil Molise Tecla Boccardo che prosegue: “Non parliamo soltanto di recupero di risorse, ma anche di investimenti da rilasciare nell’economia reale, ossia su salari e pensioni. Non possiamo fermare le discussioni avviate a livello nazionale su questi temi fondamentali e speriamo che il Governo dia ascolto al sindacato, che si era dimostrato lungimirante su quanto si sta facendo adesso”.

Poi uno spaccato sulla situazione in regione, in particolare sulle ricadute che gli aumenti registrati, praticamente ovunque, hanno generato. “Un segnale inequivocabile – ancora Boccardo – è offerto dal dato della cassa integrazione, in costante aumento, in quanto a causa del caro energia e carburante si sono sospese alcune produzioni poiché non risulta conveniente produrre. Inoltre, molto fatturato delle nostre imprese è destinato ai mercati esteri e la guerra ha bloccato molte esportazioni. I benefici del PNRR, per quel poco che arriverà in Molise, in questo scenario, si azzerano con questi meccanismi, ecco perché vanno riscritte le regole e vanno ricreati i presupposti per dare respiro ai ceti più deboli. E proprio per massimizzare il tutto, gli aiuti dello Stato destinati alle imprese dovranno immaginare delle condizionalità che prevedono un incremento dei livelli occupazionali, ma che riflettano un lavoro di qualità, non precario ed equamente retribuito, specialmente adesso che è complicato l’accesso al credito e i tassi di interesse rischiano di strozzare quanti sono esposti, imprese e privati che siano. Ora, in questa fase difficilissima, – conclude la sindacalista – possiamo porre le basi per un futuro più equo che rimetta a centro lavoratrici e lavoratori, combatta il precariato e restituisca anche ai nostri pensionati la dignità che meritano dopo che hanno sostenuto, con quel poco che hanno, interi nuclei familiari”.

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