Lo ha proclamato la Cisal Molise per domani. I lavoratori si fermeranno per quattro ore


CAMPOBASSO. Riposi ridotti e fermate ‘illecite’: è stato proclamato per domani 22 marzo dalla Cisal Molise il quarto sciopero degli autisti dell’Atm. I lavoratori si fermeranno per quattro ore, dalle 19 alle 23.

“La riduzione dei riposi da parte della società Atm spa che, di fatto, ha abolito un regolamento europeo (561/06), il D.Lgs n.234/07, nonché l’art.174 del C.d.S., tutte norme emanate in funzione della sicurezza del trasporto – si legge nella nota del sindacato – ci vede costretti ad indire una nuova protesta ed un nuovo sacrificio da parte degli autisti. Tale decisione aziendale, viola, secondo il nostro parere, le norme di legge e si avvale, a giustificazione, delle numerose fermate illegittime esistenti in Regione. Sulle norme da noi citate, non ci sono state obiezioni, sia da parte aziendale sia da parte regionale.

Inoltre, la Regione avvalla, con il suo comportamento, una situazione assurda e pericolosa, considerato che le norme violate sono due norme di legge, emanate in funzione della sicurezza. Aspetto ancora più sconcertante è che il 98 per cento delle fermate in regione per il servizio pubblico sono illecite, per cui il dipendente/autista, con i riposi ridotti, oltre a rischiare civilmente e penalmente, è doppiamente penalizzato per aver obbedito agli ordini dell’azienda e non a quelli del Codice della strada. Per quanto precede, il Molise rischia di diventare una ‘zona franca’ rispetto all’applicazione di una norma di sicurezza (Reg. n.561/06 ed art.174 del CdS), un potenziale pericolo per la sicurezza dei trasporti ed alla pubblica incolumità. Ancora una volta, nonostante i pubblici proclami in tema di prevenzione degli incidenti sul lavoro, di fronte a scelte azzardate, non ci si rende conto del pericolo intrinseco nel violare norme emanate in funzione della sicurezza.

Ricordiamo a noi stessi che, secondo legge e giurisprudenza, il datore di lavoro dovrebbe intraprendere tutte le azioni possibili tese a proteggere l’incolumità dei lavoratori e a prevenire anche i rischi insiti nella possibile negligenza, imprudenza o imperizia dei medesimi nell’esecuzione della prestazione, nonché dimostrare di aver posto in essere ogni precauzione a tal fine idonea. Non ci sembra che tutto ciò avvenga nel caso in esame, è pura utopia!”.