In regione c’è una società sportiva costituita in piena pandemia ma che ha già raggiunto gli 80 iscritti e organizzato una grande manifestazione: la Gran Fondo Atene del Sannio. Nostra intervista con il presidente Raffaele Fallone: “Diamo a tutti l’opportunità di rimettersi in sella e divertirsi girando per sentieri e strade, fra scenari di straordinaria bellezza”.


di Maurizio Cavaliere

L’esperienza gioca un ruolo spesso decisivo nell’appeal di una società sportiva, a meno che non riesci a costruire qualcosa di strutturato, con un buon progetto radicato nel territorio e una squadra affiatata: in quest’ultimo caso puoi affermarti anche subito, scalare nelle gerarchie, come succede nei team del ciclismo su strada. La metafora su due ruote non è casuale, perché qui vi parliamo della Molise Cycling Team, realtà in espansione nel panorama delle associazioni sportive molisane.

E’ il progetto di un gruppo di ciclisti amatori che, nel novembre del 2020, cioè in piena seconda ondata pandemica, ha scommesso su qualcosa di complicato da realizzare, visto il momento, prendendo però spunto proprio dalla necessità di evadere, di uscire dalla città e dai confini mentali cui il Covid ci ha costretti.

In un anno e mezzo di attività, numerose sono state le uscite, le gare, i motivi di condivisione: tutto affrontato nella consapevolezza di dover fare ancora tanta e tanta strada. Piccole conquiste e poi il boom con circa 80 iscritti, una serie di collaborazioni interessanti e l’organizzazione di una prima grande manifestazione: la Gran Fondo Atene del Sannio (Agnone). Un bel po’ di sostanza, dunque, peraltro in una disciplina che ha visto il Molise arrancare, non certo per colpa degli appassionati, ma per ragioni organizzative e gestionali. A causa della costante diminuzione del numero di società affiliate, alcuni anni fa, il Molise ha infatti perso il suo Comitato autonomo di Federazione, diventando delegazione che è stata abbinata al Comitato abruzzese. Una botta non da poco per chi avrebbe potuto e voluto ridare slancio al movimento ciclistico regionale. Non avere più un Comitato regionale vuol dire ridurre al minimo la promozione, ridurre il numero delle gare regionali e non avere più la possibilità di amministrare direttamene e a casa propria il settore. Ciò nonostante, qualcuno si muove ancora nel senso giusto, come ci sembra di capire entrando in contatto con la MCT, Molise Cycling Team.

Abbiamo intervistato il presidente della società nei giorni in cui il ciclismo su strada si risveglia, alla vigilia di nuovi stimolanti appuntamenti sportivi, per approfondire la conoscenza con questa bella realtà nata forse per gioco, ma evidentemente sotto una buona stella.

Raffaele Fallone, avvocato campobassano, è abituato a salire e scendere le scale dei Tribunali. Poi, preferisce mettersi in sella a una mountain bike e salire per altri sentieri. Eccolo, districarsi ottimamente anche tra le curve della nostra curiosità.

Tornare a correre dopo una fase complicata per lo sport, raddoppiando con il ciclismo su strada: quali sono i numeri della società oggi?

“Dopo due anni di rallentamento dell’attività agonistica c’è sicuramente voglia di tornare a gareggiare. Anche perché per tanti l’agonismo è il principale fattore motivante, ciò che spinge ad uscire in bici anche nelle giornate piovose o fredde. Benché siamo amatori, e non atleti professionisti, viviamo con grande entusiasmo e tensione il clima gara, la bagarre, l’aspettativa del risultato personale.

“Ad oggi contiamo circa 80 tesserati – prosegue – sparsi in tutto il Molise, tra cicloturisti ed agonisti, che praticano principalmente mountain bike ma anche strada. Il nostro progetto è quello di aggregare gli appassionati della bicicletta, a prescindere dalla disciplina, dall’età, dal sesso. Dare loro l’opportunità di vivere la bicicletta nel modo che ritengono personalmente più appagante, che sia l’agonismo o il cicloturismo. Tra i nostri progetti c’è anche l’organizzazione di gare (quest’anno – a settembre – riproporremo la II edizione della Gran Fondo Atene del Sannio ad Agnone) oltre che di escursioni in mountain bike. Abbiamo in programma, sempre quest’anno, di organizzare anche un evento interamente dedicato alle famiglie ed ai più piccoli ed in futuro magari di aprire una scuola di mountain bike per i più giovani, con istruttori qualificati”.

Il Molise ha perso da alcuni anni la sua Federazione, quanto nuoce, se nuoce, l’esilio forzato in Abruzzo, ai nostri praticanti?

A livello istituzionale assistiamo a fenomeni di conglobamento che sono comuni anche ad altri ambiti. E’ un processo che in generale sembra conseguenza di una inevitabile perdita di rilevanza della nostra regione, per motivi demografici, economici, ecc. Però non credo che si tratti di un processo necessariamente negativo per noi. Restando nell’ambito del ciclismo, quest’anno abbiamo un campionato regionale MTB che include gare da disputarsi sia in Abruzzo che in Molise, il che porterà una rilevante partecipazione di atleti abruzzesi alle gare organizzate in Molise. Questo lo riterrei un risultato positivo, anche per le ricadute sul territorio in termini turistici”.

Come si svolge l’attività settimanale di un e-bikers o di un ciclista su strada della Molise Cycling?

“Durante la settimana i diversi impegni che ciascuno di noi ha rende un po’ più difficoltoso pedalare insieme. Diversamente nel fine settimana ci diamo sempre appuntamento per uscite di gruppo nei dintorni della città e almeno una volta al mese organizziamo qualche escursione fuori porta, alla scoperta delle bellezze della nostra terra”.

Dov’è la sede, dove vi incontrate?

“La sede attuale è a Campobasso in via Piave 101, ma noi amiamo soprattutto incontrarci all’aria aperta, quando ci riuniamo per i nostri giri in bici”.

Come avete preparato la prossima gara (domenica) a Scerni?

“Senza eccessive pressioni. Per noi che siamo solo amatori le gare devono rappresentare prima di tutto un momento di svago. Ai nostri atleti chiediamo di partecipare con l’obiettivo di divertirsi e stare bene insieme, senza l’assillo del risultato ad ogni costo. Chiaramente abbiamo atleti molto forti nelle rispettive categorie che non di rado arrivano a podio e dei quali siamo orgogliosi”.

Sono in calendario gare in Molise alle quali parteciperete?

“Sì, quest’anno ci sono ben cinque gare molisane in calendario e chiaramente parteciperemo a tutte, sia per una sorta di orgoglio territoriale sia per onorare le altre associazioni che come noi profondono sforzi notevoli nell’organizzare le gare e per tenere sempre vivo in regione tutto il movimento. Inoltre, di concerto con le altre associazioni, abbiamo creato il circuito “Molisn’t MTB Cup” che comprende quattro delle cinque gare molisane, inserito a sua volta nel circuito nazionale X Legend d’Italia, che comprende circuiti di gare di tutte le regioni. I primi cinque classificati di ogni categoria di ciascun circuito regionale parteciperanno alla finalissima nazionale, che quest’anno sarà disputata a Lecce in ottobre”.

Il ciclismo ha perso qualche colpo rispetto alla fine dello scorso millennio? Ma questo vale anche per il calcio e per altri sport. Come si possono attirare i giovani al ciclismo?

“Direi che negli ultimi due anni è cresciuto molto il numero delle persone che si sono avvicinate o hanno riscoperto la bicicletta. E’ una delle conseguenze della pandemia, che ha favorito gli sport individuali, a scapito di quelli di squadra, e l’attività all’aria aperta. Ma anche sotto il profilo della mobilità urbana, la bicicletta è divenuta un’alternativa anche necessitata – soprattutto nelle grandi città – ai mezzi di trasporto pubblico. Basta guardare, d’altra parte, i numeri delle vendite per constatare il boom del settore ciclo. Per quanto riguarda i giovani, la MTB è uno sport decisamente attraente. Intanto perché le moderne mountain bike sono mezzi oggi molto evoluti e tecnicamente affascinanti. Poi perché, soprattutto nella mountain bike, c’è un notevole elemento ludico che contribuisce a renderlo molto divertente, benché faticoso. Noto con piacere che diversi giovani si stanno avvicinando alla bici in generale ed alla mtb in particolare; certo manca la popolarità che ha invece il calcio e ciò, come per gli altri sport minori, contribuisce ad una sua diffusione più lenta”.

Le istituzioni e lo sport: dove si deve intervenire?

“Parlo del nostro sport. Noi abbiamo sempre ritenuto proficua l’interlocuzione con le istituzioni. Ad esempio dallo scorso anno abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione con il Comune di Agnone che ha portato alla organizzazione della nostra prima gara di MTB, della quale quest’anno proporremo una seconda edizione con eventi collaterali dedicati anche alle famiglie e non solo agli atleti partecipanti. Quest’anno abbiamo iniziato ad interloquire anche con il Comune di Campobasso per l’organizzazione di una giornata dedicata alla bici, aperta a tutti e che contempla diversi eventi. Il Molise è ricco di aree ancora poco antropizzate, ricco di tratturi, sentieri, boschi, montagne che sono i luoghi ideali per praticare la mountain bike. Crediamo che questa ricchezza possa essere valorizzata per sviluppare un turismo legato alla bicicletta, come è avvenuto in altre regioni italiane. Lo sport, in generale, può essere un vettore di benefici anche economici per la nostra regione, e per questo il coinvolgimento delle istituzioni è necessario. E’ altresì importante che le istituzioni siano coinvolte nelle iniziative per saggiare con mano le potenzialità che altrimenti non sarebbero in grado di scorgere. Così come fondamentale è l’aiuto delle istituzioni nella promozione dello sport tra i giovani. Con il Comune di Campobasso abbiamo ad esempio affrontato il tema della realizzazione di strutture come pump track per le bici, nell’ambito di progetti di riqualificazione dei quartieri periferici”.

Si ferma qui Raffaele Fallone, giovane presidente di una team con ambizioni sane, che ha la sensibilità di intercettare una società che cambia, ma nella quale l’attività motoria resta una componente essenziale, una boccata d’aria. Un progetto che si incastra magicamente con il paesaggio molisano circostante, animata dal desiderio di esplorarne le pieghe nascoste e di viverle in libertà.