Ne consegue un aumento della percentuale di obesi e anche di malattie legate al sovrappeso


CAMPOBASSO. Molisani popolo di sedentari. Il 53,04% non fanno sport, ben oltre la media nazionale e anche quella meridionale. Al contrario la più alta percentuale di persone attive, quasi il 70%, si registra nel Centro-Nord.

Le conseguenze di questo stato di cose sono evidenti: il 12,08% degli adulti meridionali è obeso rispetto a circa il 10% del Centro-Nord, quasi un minore su 3 nella fascia tra i 6 e i 17 anni è in sovrappeso nel meridione, rispetto ad un ragazzo su cinque nel Centro-Nord, con conseguenti costi sociali evidenti sul Sistema sanitario nazionale.

Dati emersi dalla ricerca ‘Il costo sociale e sanitario della sedentarietà’, condotta dallo Svimez, insieme a Uisp e Sport e salute. Una ricerca da cui è emerso che nelle regioni dove è più basso il tasso di attività e/o il tasso di occupazione, aumenta la propensione alla sedentarietà, con relativo costo sociale ed economico per la collettività. E ancora, chi pratica regolarmente attività sportiva vede ridotta la propria spesa sanitaria di 97 euro, mentre svolgere attività sportiva saltuariamente non ha effetti significativi sulla spesa sanitaria. Invece, i soggetti che non praticano attività sportiva vedono crescere la propria spesa sanitaria di 52 euro.

Anche le abitudini e gli stili di vita sono importanti per spiegare la spesa sanitaria delle famiglie. Un fumatore spende 87 euro in più, un soggetto che invece beve tutti i giorni arriva a spendere 40 euro in più. L’indagine, presentata nella sala conferenze dello Stadio Olimpico alla presenza del presidente Uisp Tiziano Pesce, del direttore della Svimez Luca Bianchi, del presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, e del sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa, mette anche in evidenza che nel Sud vi sono sia un deficit dal lato dell’offerta (infrastrutture sportive), sia dal lato della domanda (abitudini socio-culturali). Non a caso la speranza di vita in buona salute dai 65 anni in su per gli adulti meridionali resta sempre di 3 anni inferiore rispetto a quella degli adulti centro-settentrionali.

Il Mezzogiorno si presenta speculare al Centro-Nord: nelle regioni del Sud si registrano infatti i picchi più bassi di attività sportiva continuativa e quelli più alti di sedentarietà. I sedentari si concentrano prevalentemente in Sicilia (55,22%) e Molise (53,04%), ma anche in BasilicataCalabria Campania si registrano quote di inattivi superiori alla metà della popolazione (poco al di sopra del 51%), valori che scendono invece in Puglia (43,68%) e in Abruzzo Sardegna. In alcune regioni, come la Campania, a ciò si aggiunge un tasso di fumatori del 28,36%, più alto della media meridionale (26,25%).