La penosa vicenda dei bolli auto in Molise: errori di tutti i tipi, ma non si colpisce chi evade

Lettera aperta di un operatore della riscossione: migliaia di avvisi alle masse, evidenti falle del sistema


ISERNIA. Ho letto l’ennesima presa di posizione di un politico in merito alla situazione scandalosa che si sarebbe creata intorno al bollo auto in una regione che conta un ventesimo della Popolazione lombarda, tanto per fare un esempio, e che sistematicamente ogni anno si ritrova con una mole di contenzioso e una miriade di avvisi di accertamenti i quali, in proporzione alla popolazione e al parco circolante, sono abbastanza improponibili.

Basta rifarsi agli avvisi del 2018, sembra ne siano partiti più di 80.000 (la popolazione molisana, comprese pecore, galline animali vari, minori e moltissimi anziani senza patente è di circa 290mila), pertanto in proporzione significa che quasi tutte le automobili circolanti o quasi tutti gli abitanti hanno ricevuto un avviso. Non esiste in nessuna Regione un rapporto cosi elevato tra avvisi inviati, abitanti e parco circolante.

A questo punto bisognerebbe chiedersi il motivo di tanta sproporzione rispetto ai dati del resto d’Italia e siccome la matematica e la statistica non sono  una opinione, ci si accorgerebbe che evidentemente c’è qualcosa a monte che non  funziona.

Guarda caso questa enorme mole di invio di lettere corrisponde sempre a quando avviene un cambio di convenzione. È successo quando c’e stato il subentro di Esattorie (unico caso in Italia a gestire tasse automobilistiche). Poi da gestione Esattorie si è passati a gestione Aci e, siccome ci si è spostati su un altro archivio, anche in questo caso ci si è ritrovati con una enorme mole di lettere inviate.

La stessa cosa è successa nel cambio tra gestione Aci e gestione Ica Tributi: anche in questo caso, oltre ad aver lavorato su un altro archivio, sono partite tantissime  lettere  in ritardo e, come ribadito dall’Unione Consumatori, si riuscirono a fare ricorsi in Commissione Tributaria e ad aver ragione. In quell’anno ci fu un enorme danno a carico della Regione, ma mi sembra che non si sia mai trovato o voluto trovare colui che poi ha cagionato questo enorme danno erariale, per rivalersi poi sul soggetto che lo ha cagionato, sia esso funzionario o ente. Negli anni successivi sono partite meno lettere poiché nel frattempo erano state sanate molte posizioni e bonificati molti archivi, pertanto si era arrivati all’invio di un numero di lettere congruo con quella che è la media nazionale delle evasioni e degli eventuali errori.

Infine quest’anno (2021)  anno di rinnovo convenzione, la stessa è stata perfezionata, come al solito con molto ritardo e vinta da altra società, precisamente da Municipia, la quale evidentemente ha iniziato a lavorare di nuovo su un altro archivio. Quindi, nell’impossibilità di lavorare sull’archivio bonificatoe avendo iniziato a lavorare in ritardo, la stessa ha spedito migliaia di lettere ben oltre il 31 dicembre, pertanto si può dire che sono stati fortunati causa Covid, altrimenti anche quest’anno la maggior parte delle stesse sarebbero andate in prescrizione, poiché oggettivamente hanno iniziato a lavorare a novembre.

A questo punto è lecito chiedersi le motivazioni dell’invio di queste migliaia di lettere. Il dottor Greco dovrebbe chiedere o chiedersi quale è la motivazione per cui sono state spedite quasi 80.000 lettere. Siamo tutti evasori in Molise a dispetto delle altre Regioni? Se lo chiedeva anche l’autorevole Sole 24 ore, grazie a Maurizio Caprino qualche anno fa, dove il quotidiano non riusciva a spiegarsi perché in Molise esisteva un presunto altissimo tassa di evasione della tassa automobilistica.

Invece di fare il politico di opposizione, Greco dovrebbe cercare di capire le motivazioni che hanno creato questo disservizio ai cittadini, perché di tanto trattasi. Egli dovrebbe chiedersi o chiedere a chi di dovere un report di queste lettere, la percentuale degli evasori totali, la percentuale delle evasioni parziali, la percentuale delle discordanze sulle date di scadenza e soprattutto l’anno prossimo dovrebbe chiedere la percentuale dei ricorsi per sanzioni richieste e non dovute, e posso garantire che ne sono molte.

Vogliamo parlare di tutte le auto a GPL classificate euro 0 e che, avendo alimentazione a gas, vengono equiparate a veicoli euro 3 e pertanto a veicoli che pagano il bollo con un importo inferiore? Ebbene, sono arrivate centinaia di lettere ai cittadini dove viene contestato l’insufficiente pagamento della tassa: e il cittadino che deve fare? Deve inviare la copia della carta da dove risulta l’impianto a gpl , fare ricorso e sperare che venga accolto? Perché queste storie sono venute fuori solo quest’anno? Perché la società che ha emesso il ruolo non ha fatto i controlli presso gli archivi della Motorizzazione?

Vogliamo parlare di molte lettere arrivate a cittadini dove si comunica in questo modo: tassa da pagare € 1060,  tassa pagata € 1074  (pertanto in più),  importo insufficiente versato € 18 (???), sanzione 54 (assurdo) + Postali e interessi moratori, con sanzione da pagare oltre 60 euro. Significa che il cittadino ha pagato più del dovuto ma gli arriva la sanzione lo stesso e tra l’altro con una percentuale assolutamente superiore al 30 per cento massimo consentito dal ravvedimento operoso. Poi vogliamo parlare di tutte le multe arrivate ai proprietari di veicoli autocarri dotati di sospensione pneumatiche e che pagano un 20 per cento in meno, sulle quali la società ha calcolato l’intero importo e pertanto l’insufficiente importo? Lo stesso dicasi per veicoli uso taxi che pagano il 50 per cento in meno e invece i possessori di taxi si sono visti recapitare le sanzioni per importo insufficiente, e tanti, ma tanti altri casi.

Pertanto, appare evidente che vi è una falla nel sistema dei controlli. Questo notizie e queste considerazioni erano state evidenziate al consigliere Greco anche molti anni fa quando ancora non era consigliere e faceva da portavoce al consigliere Federico:  evidentemente non ne ha tenuto conto o si è dimenticato di approfondire la materia.

In definitiva, e parlo da operatore e riscossore, noi ci troviamo a dover interloquire con i clienti che hanno usufruito dei nostri servizi e che in questo momento ci addossano le colpe e, come al solito, non si riesce mai a capire di chi è la responsabilità per questa inefficienza, che comunque crea danni al cittadino e alla Regione. Noi vogliamo poter accedere agli archivi al fine di mettere in condizione i clienti di non sbagliare scadenze e importi, ma sembra che questo sia impossibile. Ritengo che l’evasione vada combattuta, ma bisogna colpire chi evade la tassa, chi fa il furbo e non colpire la massa per coprire le proprie inefficienze.

Lettera firmata