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Papa sub commissario, Toma conferma che la scelta è arrivata da lui. Greco: “In sanità lei è uno e trino”

Il botta e risposta in Consiglio regionale tra il governatore e il capogruppo del M5s, sulla nomina del suo consulente giuridico e sulle novità arrivate dal Tavolo tecnico di ieri. Con l’impegno a sbloccare fino a 38 milioni di euro di premialità e il via libera ai lavori per la realizzazione dell’ospedale Covid

CAMPOBASSO. “Il sub commissario alla sanità Giacomo Papa l’ho scelto io, anche se è stato il Consiglio dei Ministri a nominarlo. A livello governativo mi è stato detto si scelga il sub commissario e io l’ho fatto, perché si tratta di una figura che rappresenta un ausilio tecnico e non un contrappeso alla figura del commissario. Il curriculum dell’avvocato Papa e la sua indiscussa esperienza in campo sanitario hanno poi convinto il Governo”.

Lo ha detto il governatore del Molise Donato Toma, intervenendo oggi in Consiglio regionale, con una lunga informativa nella quale ha illustrato anche l’esito del Tavolo tecnico di ieri, in risposta all’interrogazione esposta dal capogruppo del M5s Andrea Greco.

Interrogazione nella quale i Cinque stelle hanno chiesto se era stato Toma a indicare il suo consulente giuridico e cosa ne sarà dei contratti legali che ha in corso con Asrem. “Papa si è dimesso da mio consulente giuridico il 1 aprile – ha detto in proposito Toma – sulla revoca degli incarichi legali con Asrem si tratta di una decisione che non compete a me. Una revoca potrebbe però essere inopportuna, perché potrebbe determinare ritardi, di certo gli ho suggerito di non assumere degli altri”.

“Che il sub commissario sia il suo consulente giuridico mi sembra un ossimoro – la replica di Andrea Greco – a questo punto nella sanità lei è “uno e trino”, visto che il sub commissario non rappresenta un contrappeso nella struttura commissariale ma è un suo subalterno, una sua diretta emanazione”.

Greco ha quindi attaccato Toma sulla questione del mancato coinvolgimento del Consiglio regionale nelle scelte in campo sanitario, prendendo spunto dalle parole del governatore pronunciate in apertura di informativa, “in sanità il Consiglio è commissariato“, prima dell’annuncio “farò un passaggio in aula che ritengo importante dopo l’approvazione del bilancio”.

La questione, nel botta e risposta tra Toma e Greco, è quindi scivolata sui passaggi dei contratti con gli operatori privati, scaduti e da rinnovare, sul tema dei budget di spesa per i privati, ridotti da 106 a 100 milioni di euro, secondo il tetto posto dall’ex commissario Angelo Giustini e riconfermato, sui contratti di accreditamento sollecitati dal capogruppo del M5s.

Toma ha quindi fatto riferimento all’esito del Tavolo tecnico romano, all’impegno ad assegnare al Molise fino a 38 milioni di euro di premialità e all’imminente via libera per la realizzazione del nuovo ospedale Covid di Campobasso.

Fino alla richiesta, fatta in Commissione salute come figura politica, da governatore e non da commissario, di tener conto nella ripartizione dei fondi per la sanità delle peculiarità delle piccole regioni come il Molise, in relazione al ruolo svolto dagli istituti di ricerca come Neuromed e Gemelli, per evitare che le prestazioni offerte a pazienti provenienti da fuori regione rientrino nei tetti di spesa. Facendo sforare facilmente il budget.

Carmen Sepede

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