Nel rispetto delle norme anti-Covid e dopo due anni di stop, il suggestivo, amatissimo e tradizionale corteo religioso è tornato ad animare le vie cittadine nel segno della speranza. FOTO E VIDEO
ISERNIA. Dopo due anni di assenza, la processione del Venerdì Santo è tornata a scaldare i cuori dei fedeli isernini che in questo evento, particolarmente sentito, hanno riproposto e rivissuto con partecipazione la passione di Cristo.
Nonostante le restrizioni ancora vigenti legate alla pandemia, che impongono in particolare l’utilizzo della mascherina e il divieto di assembramenti, il capoluogo pentro, con la sua folla ordinata, si è fermato nel silenzio sospeso della devozione, ancora una volta come vuole la tradizione. E ha accolto, tra preghiere e canti, la lunga sfilata degli Incappucciati penitenti, impegnati a espiare i peccati singoli e collettivi, nella speranza della rinascita.
E proprio la speranza è stata il tratto caratterizzante di questa processione: dopo tanta sofferenza e dolore patiti a causa del Covid e le nuove preoccupazioni derivanti dalla guerra in atto in Ucraina, lo slancio verso la fede per un futuro migliore è stato ancora più forte, ancora più vero.
La comunità ha ritrovato la sua identità in questo particolare e solenne evento religioso, che da sempre rappresenta una manifestazione ‘distintiva’ per Isernia. E ha allungato il suo sguardo sul domani.
Muovendo dalla chiesa di Santa Chiara, il corteo, con in testa monsignor Camillo Cibotti, vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro, si è snodato lungo via Marcelli, piazza Celestino V, piazza Carducci, via D’Apollonio, via Kennedy, via don L. Sturzo, via De Gasperi, corso Garibaldi, via Petrarca, via XXIV Maggio, via E. D’Isernia, piazza T. Tedeschi, via E. Ponzio, via Lorusso, piazza Carducci, piazza Celestino V, via Marcelli, via Occidentale, via D’Apollonio, rampa Purgatorio, via Marcelli, per poi raggiungere piazza Andrea D’Isernia dove si è tenuta la benedizione finale.
Molte le autorità civili e militari presenti, come si conviene per l’occasione. Ma il protagonista assoluto è il silenzio, nella suggestione dei canti, per un corteo che sa scaldare l’anima e il cuore dei fedeli, ma non solo.































