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Il Molise riscopre la tradizione. Le ricette della Pasqua per festeggiare a tavola

L’uovo è alla base della maggior parte dei piatti tipici, come nella mega frittata da cento uova della zona della valle del Volturno, nei fiadoni e nei dolci, dalla ‘Pigna’ alla pastiera di napoletana memoria


CAMPOBASSO. La Pasqua del Molise a tavola, alla riscoperta dei piatti tipici della regione dei giorni delle feste.

Una riscoperta della tradizione che accomuna tutte le zone della regione, dal Molise centrale all’alto Molise, per arrivare fino alla costa, declinando poi ricette e piatti a seconda del territorio.

Se le differenze tra le aree di montagna e quelle di mare ci sono e non potrebbe essere diversamente, un unico comun denominatore c’è. Ed è l’uovo. Non solo quello di cioccolato. Ma emblema di rinnovamento e di rinascita. Resurrezione, come nel significato della Pasqua.

Ecco allora la frittata, come nella zona della valle del Volturno. Cento uova o anche più per un piatto che è diventato prodotto topico del territorio, come a Colli A Volturno. Oltre che un’attrazione. Semplice o con i fegatini di agnello, piatto tipico del periodo pasquale in Molise.

Foto pagina Facebook Alta Valle del Volturno – Terre dell’Anima

Montaquila, della frittata di Pasqua, ne ha fatto una sagra irrinunciabile: si tiene ogni anno il 30 aprile e, come si legge su ‘gamberorosso‘, rappresenta un grande evento in cui si prepara una frittata da record. Nel 2019 furono oltre 1600 le uova impiegate. La frittata viene preparata con un numero incredibile di uova unito a salumi (prosciutto, salsiccia, pancetta) o coratella di agnello, e poi formaggio primo sale ed erbe aromatiche tra cui la nepitella. La ricetta della “Frittata di Pasqua – Ricetta di Montaquila” è stata depositata nel 2005 presso la Camera di Commercio di Isernia e codificata dall’Accademia Italiana della Cucina, diventando De.Co (denominazione comunale) il 25 giugno 2019.

La fritatta di Pasqua a Montaquila (foto sito web Gambero Rosso)

L’uovo torna anche nella torta pasqualina, nell’impasto e, intero, nella decorazione di tanti rustici. Sempre l’uovo è poi alla base di tante ricette, dolci e salate. A partire dai fiadoni o ‘casatielli’. Rustici con la base di pasta farcita con formaggio (caciocavallo o rigatino), verdura (spinaci, bietola o cicoria), con la preferenza per la salsiccia nella zona di Campobasso, e olive, alici, capperi, acciughe e uvetta in quella di Isernia. Con l’aggiunta di ricotta e zucchero, i fiadoni possono poi diventare dolci.

Foto Facebook Maria Libera Caroselli

Tra i piatti tipici non si può ovviamente non citare l’agnello, simbolo del sacrificio di Gesù, nel farsi crocifiggere per salvare l’umanità. Oltre al classico arrosto nelle tavole molisane compare spesso l’agnello ‘cace e ove’. Per prepararlo occorre rosolare l’agnello aromatizzato con rosmarino, sale, aglio e olio. Nel frattempo si sbattono le uova con il pecorino, che verranno poi aggiunte alla carne quando è quasi pronta.

La Pigna, o ‘Mpigna è forse il dolce più tipico della tradizione molisana. La sua ricetta originale è molto antica e veniva preparato con il lievito naturale, richiedendo quindi diverse ore di lavorazione e lievitazione (dai 3 ai 4 giorni).

Una specie di panettone morbido realizzato con farina, strutto, zucchero, uova, lievito madre o lievito di birra, liquore all’anice e scorza di limone grattugiata. La Pigna pasquale molisana ha diverse tipologie, da quella semplice a quella con uvetta o ricoperta di zucchero e glassa. Il sapore è delicato.

Ci sono poi la ‘Pupattella’ e il Cavalluccio di Pasqua, per le bambine e per i bambini, diffusi soprattutto nella zona della costa, perché di tradizione (anche) abruzzese. Biscotti di pasta frolla all’olio d’oliva, aromatizzati con scorza di limone e decorati con la glassa di zucchero e una spruzzata di confettini colorati.

Ma sulle tavole non può mancare neppure la Pastiera, dolce tipico di Napoli che però è irrinunciabile anche in Molise. Di grano per lo più, ma c’è ancora chi la prepara di riso, con i canditi e lo straordinario profumo dei fiori d’arancio.

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