Il presidente di Confartigianato Molise analizza la difficile congiuntura economica del momento e ribadisce la necessità, urgente, di un più semplice sostegno alla liquidità e di un celere accesso al credito per le pmi

ISERNIA. Non è il momento di pensare a politiche fiscali restrittive. Lo afferma senza giri di parole il presidente di Confartigianato Molise, Romolo D’Orazio, commentando la situazione economica nazionale a 50 giorni dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, che ha fiaccato le migliori aspettative di ripresa, dopo due anni di pandemia, per la piccola e media impresa italiana.

“Servono interventi espansivi per contrastare le spinte recessive determinate dalla crisi energetica, amplificate a dismisura dallo scoppio della guerra – così D’Orazio ai microfoni di isNews – La doppia conferma a marzo, da parte di Commissione europea ed Eurogruppo, dell’orientamento restrittivo delle politiche di bilancio nei Paesi ad alto debito, come l’Italia, appare addirittura surreale in un contesto in cui il prezzo del gas europeo è quasi otto volte più alto rispetto a quello di un anno prima”.

Ciò ha determinato  effetti recessivi devastanti a fronte di una dipendenza energetica per il gas, nell’Unione europea, dell’83,6 per cento, mentre il gas proveniente dalla Russia è il 38,1 per cento delle importazioni dell’Ue, quota che sale al 43,3 per cento in Italia e al 65,2 per cento in Germania.

In questi giorni il Consiglio dei ministri ha poi approvato il Def, il Documento Di Economia e Finanza, che ha appunto rivisto al ribasso le prospettive di crescita dell’economia italiana. “Gli spazi di espansione fiscale indicati nel Documento – ha continuato D’Orazio – appaiono limitati per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee ad alta dipendenza energetica. Molti degli interventi necessari per contrastare la fase ciclica discendente non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una risposta comune dell’Unione europea, come sostenuto anche dal premier Draghi. La politica fiscale deve accompagnare gli interventi per ridurre la dipendenza energetica dalle importazioni, in particolare quelle provenienti dalla Russia. Vanno messe al centro le politiche che semplificano e incentivano un utilizzo diffuso tra le imprese di impianti a energia rinnovabile. E, come da osservazioni prodotte da Confartigianato in sede di audizione preliminare all’esame del Documento di Economia e Finanza, occorre una riforma della fiscalità energetica che superi la mancata applicazione del principio ‘chi inquina paga’, che penalizza le micro e piccole imprese, come nel caso dell’energia elettrica. Gli interventi devono mitigare il gap di competitività del costo delle imprese italiane, che l’accelerazione della crisi energetica ha allargato a dismisura, rendendolo insostenibile. Già dopo il primo mese di guerra, si registrano ripercussioni diffuse sul sistema delle imprese. Di qui il bisogno, improcrastinabile, di misure di sostegno agli investimenti privati mediate gli strumenti di incentivazione e agevolazione in essere e il rafforzamento degli investimenti pubblici”.

Per D’Orazio è anche necessario recuperare la domanda interna “su aree di consumo legate alla nostra tradizione manifatturiera, in misura analoga a quanto fatto per mobili ed elettrodomestici (ad esempio nei settori della moda e dell’agroalimentare)”. 

Resta poi assolutamente centrale il tema del sostegno alla liquidità delle imprese e dell’accesso al credito. “Sono del parere che vada concesso alle imprese di allungare le esposizioni debitorie – ha argomentato il vertice di Confartigianato Molise – attraverso misure che rendano più agevole la rinegoziazione dei debiti. Queste operazioni dovrebbero essere supportate dal Fondo di Garanzia per le Pmi, anche in misura inferiore rispetto a quanto oggi previsto, e in complementarietà con altre forme di garanzia privata, valorizzando la relazione tra pubblico e privato che assicura un maggiore effetto leva delle risorse pubbliche e amplia la platea di imprese che possono accedere al credito. Come Confartigianato siamo consapevoli del fatto che ci si muove in un terreno non facile, sul quale incombono le rigidità della regolamentazione europea e di quella bancaria in particolare. Il nostro auspicio pertanto – ha concluso D’Orazio – è che, almeno in questa particolare contingenza, le istituzioni europee evitino di introdurre ulteriori irrigidimenti  che finiscano col rendere ancora più selettivo l’accesso al credito per le imprese, specie per quelle di minori dimensioni”.