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Isernia: indennità da 7.800 euro per il sindaco, tuona Mancini. Ecco le cifre, “stipendi moltiplicati”

Il consigliere di Alleanza per il Futuro esplode sui social: “Una presa in giro, tagliato il 50 per cento degli emolumenti a carico del Comune, ma intanto ci si adegua alla normativa nazionale che conferisce somme paramerate sui presidenti di Regione”


ISERNIA. “Dopo Pierino ‘il Fenomeno’ va in scena Pierino ‘il Magico’. Venendo da Assisi finge di imitare San Francesco e rinuncia a parte di indennità ma con determina di martedì Santo la fa adeguare immediatamente   alla normativa vigente e… oplà, come per magia, lo ‘stipendio’ si moltiplica… Per sé e i suoi confratelli di giunta: 4.532,92 euro per il 2022. 5.899,47 euro per il 2023. 7.800,75 euro per il 2024. Al mese, ovviamente. Un abbraccio paterno a tutti i ragazzi che tornarono per votare ‘Piero’”. Così ‘sgancia la bomba’ sui social network il consigliere comunale di Alleanza per il Futuro Giovancarmine Mancini, denunciando un presunto ‘magheggio’ del sindaco di Isernia Piero Castrataro e dei suoi. Una vicenda complessa e con risvolti estremamente tecnici.

Questi i fatti. Come si pò ricostruire dalla determina n. 316 del 12 aprile scorso a firma del segretario generale Vito Tenore, il 29 marzo il sindaco Castrataro, la vicesindaco Federica Vinci, il presidente del Consiglio comunale Nicola Paolino e gli assessori in carica avevano depositato una nota – annunciata poi in una successiva conferenza stampa dal primo cittadino – nella quale esprimevano la volontà di devolvere una quota parte della indennità mensile a loro spettante – proveniente dai fondi del bilancio comunale, da cui per legge si può attingere per le indennità della Giunta – ad apposito fondo per il finanziamento di iniziative socio-culturali. Nella determina si leggono tutte le cifre nero su bianco: il sindaco rinuncia al 50% di 3.718,49 euro, pari a 1.859,25; la vicesindaco al 25% di 2.045,17, pari a 511,30 euro; Paolino e gli assessori D’Achille e Bontempo al 21% di 1.673,32 euro, cioè 351,40. Per quanto riguarda invece gli assessori Iannone, Scarabeo, Ruggiero, Di Baggio, Monaco e De Martino, la percentuale è del 15%, cioè 125,50 euro in meno su 836,66. Iniziativa lodevole che consente all’Ente, come noto in difficoltà economiche, di risparmiare circa 50mila euro l’anno.

Ciò che da quella conferenza stampa non venne sottolineato è che le quote degli ‘stipendi’ di sindaci e Giunte saranno comunque soggette alla nuova normativa indicata nella legge nazionale di Bilancio 2022. Qui viene infatti previsto che l’indennità di funzione del sindaco sia parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti di Regione, quantificato in 13.800 euro mensili. Le indennità di funzione da corrispondere ai vicesindaci, agli assessori e ai presidenti dei Consigli comunali devono di conseguenza essere adeguate alle indennità di funzione dei corrispondenti sindaci, come incrementate per effetto di quanto previsto dalla recente normativa. Tale aumento è tutto a carico dello Stato, non dell’ente, e deve essere riversato ad apposito capitolo di entrata. Numeri alla mano, le indennità percepite da Castrataro e dalla sua Giunta dovranno dunque essere adeguate con fondi statali a destinazione vincolata, sui quali quindi non c’è potere decisionale di eventuale rinuncia.

Sulla carta, il sindaco nel 2022 potrà percepire un’indennità mensile di 6.392,17 euro, di cui 3.718,49 provenienti dalle casse comunali e la restante parte dai fondi statali. Il sindaco però rinuncia, come detto, al 50% della parte comunale. Vanno dunque sottratti 1.859,25 euro, per un totale di 4.532 euro d’indennità mensile. Se la parte comunale – compresa la quota devoluta – rimane però fissa, quella a destinazione vincolata continuerà ad aumentare progressivamente, nei prossimi anni, in forza della suddetta legge di Bilancio. In soldoni, il sindaco arriverà a percepire nel 2024 un’indennità di 7.800,75 euro al mese (sarebbero 9.660, ma andranno sempre tolti i famosi 1859,25 euro). Nello stesso anno, la vicesindaco percepirà 4.801,70 euro d’indennità al mese, mentre il presidente Paolino e gli assessori D’Achille e Bontempo arriveranno a 3.995,60 euro. Più ‘magra’ l’indennità degli altri assessori, che si dovranno ‘accontentare’ di 2.048 euro al mese, rinunciando invece a ben 125,50.

Mancini, contattato da isNews, ha commentato: “Si tratta di una presa in giro madornale per i cittadini di Isernia. È vero che i fondi che aumentano le indennità dei sindaci parametrandole a quelle del presidente della Regione sono fondi che non sborserà il Comune; ma allo stesso tempo, è il sindaco che ha fatto fare al segretario la determina di adeguamento alla normativa nazionale. Vista la mole di soldi che pioverà su questa Giunta per una mera questione di fortuna, e dato che le casse dell’ente sono perennemente disastrate, un segnale completamente diverso e molto più serio sarebbe stato quello della rinuncia del 100% della parte comunale d’indennità. Nessuno avrebbe potuto dir nulla: invece, ci si è voluti beffare di tutti, senza dire che si arriveranno a percepire somme astronomiche. Cosa c’era da farsi belli parlando di tagli minimali – ha concluso – non l’ho capito. Ma è ora che i cittadini sappiano e si sveglino”.

LEGGI LA DETERMINA CON TUTTE LE CIFRE DELLE INDENNITÀ

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