HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'Agnone celebra il 25 aprile, giornata simbolo della libertà

Agnone celebra il 25 aprile, giornata simbolo della libertà

Cerimonia in piazza Unità d’Italia. Espressa la vicinanza della comunità a quanti continuano a soffrire a causa del conflitto russo-ucraino


AGNONE. “Coltivare la libertà è un lavoro difficile”. Lo ha detto questa mattina il sindaco di Agnone Daniele Saia nel corso del suo intervento alla cerimonia del 25 aprile, celebrata in piazza Unità d’Italia.

“In un mondo iperconnesso come quello dei nostri giorni – ha sottolineato tra l’altro il primo cittadino –  in cui le distanze si annullano e le comunicazioni sono rese immediate, l’umanità è stata in grado ancora di tornare a combattere per conquistare pezzi di terreno. Un terribile paradosso, se ci riflettiamo.

In tal senso, il 25 aprile non deve unicamente ricordarci della sconfitta del nazifascismo, ma deve anche portarci a discutere su quanto importanti siano i temi della tolleranza, della diversità, del multiculturalismo. Perché, in fondo, la parola libertà che si lega a questa giornata simbolo è un grande contenitore di concetti più profondi che fanno delle differenze la somma della loro forza. Da questa prospettiva, quanto fatto da Putin appare ancora più orribile.

Negare la libertà di un popolo di autodeterminare la propria appartenenza, cancellare pezzi di storia e cultura, costruire una narrazione falsa degli eventi, portare via la vita a civili innocenti, costringere migliaia di persone alla fuga dalla propria terra: tutto questo non è 25 aprile. Tutto questo è follia e dura oppressione.

Nel celebrare questa giornata, quindi, rivolgiamo il nostro messaggio di vicinanza a quanti hanno sofferto e continuano a soffrire nel conflitto russo-ucraino. Il nostro pensiero va in generale a tutti gli oppressi delle guerre. L’augurio è che presto, grazie all’aiuto e alla forza di coordinazione tra Stati democratici, le oppressioni possano cessare per lasciare spazio ad una vera Liberazione.

Coltivare la libertà è un lavoro difficile. Il ‘fiore del partigiano’ è esposto ciclicamente a inverni lunghi e freddi. Inverni anti-democratici, autoritari.

Solo col calore della nostra Resistenza il fiore può sopravvivere per poi sbocciare rigoglioso. Quindi non arrendetevi, non arrendiamoci di continuare a lottare per la libertà e per un mondo più giusto ed equo. Valori che la giornata del 25 aprile sottende nel suo significato più vero e profondo. Nelle nostre azioni dell’oggi risiede il mondo che consegneremo al domani. Che possa essere privo di violenza, custode delle differenze e democratico nella sua interezza”.

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