HomeEVIDENZACaro gasolio e allarme cinghiali: celebrato il ‘funerale’ dell’agricoltura

Caro gasolio e allarme cinghiali: celebrato il ‘funerale’ dell’agricoltura

La protesta oggi a Campobasso, con una cinquantina di trattori arrivati da tutto il Molise, per la manifestazione di protesta davanti al Consiglio regionale



CAMPOBASSO. Contro la proliferazione incontrollata dei cinghiali, che distruggono campi e raccolti. E contro l’aumento del prezzo del carburante e dei concimi.

Trattori provenienti da tutta la regione questa mattina sono arrivati a Campobasso, prima nella zona industriale poi davanti alla sede del Consiglio regionale, di via IV Novembre. Una protesta organizzata dal Comitato allevatori e agricoltori, che vede portavoce Antonio Ditri. Bloccate le vie di accesso alla città, per il corteo e la manifestazione di protesta, a cui hanno partecipato centinaia di agricoltori.

Un vero e proprio corteo funebre, con manifesti a lutto per la ‘Sorella agricoltura’ e l’annuncio dei funerali del comparto.

“I costi per le aziende sono aumentati in maniera incontrollata e quello che riusciamo a produrre viene distrutto dai cinghiali – le parole dei promotori del comitato – senza contare il fatto che ci pagano il latte 45 centesimi al litro, mentre i costi di produzione sono di almeno 70 centesimi. Nel frattempo il costo del gasolio è triplicato e quello dei concimi è quadruplicato, da 30 a 120 euro. Impossibile fare agricoltura in questo modo, coltivare in queste condizioni è una rovina. Di questo passo saremo costretti a spegnere i trattori”.

Quello dei cinghiali, è stato rimarcato è anche un problema di sicurezza. “Lasciano i nostri campi pieni di buche – ha evidenziato un agricoltore – quando guidiamo i trattori rischiamo di ribaltarci, con rischi anche per la nostra incolumità”. In questo momento, hanno concluso, “l’agricoltura è morta”.

Tra le ragioni del malcontento è stata evidenziata anche l’istituzione del Parco del Matese. “Secondo l’ultima perimetrazione – ha detto il portavoce del Comitato – toglierà terreni coltivabili e territori alle aziende, il 90% dei quali di proprietà privata”.

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