HomeNotizieCULTURA & SPETTACOLIL’eroe antimafia Giuseppe Antoci cittadino onorario di Macchiagodena

L’eroe antimafia Giuseppe Antoci cittadino onorario di Macchiagodena

Sabato 7 maggio l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi presenterà il libro realizzato con Nuccio Anselmo, che parla della ‘Mafia dei pascoli’ e della sua storia.


Sabato pomeriggio, 7 maggio, il Comune di Macchiagodena conferirà la Cittadinanza Onoraria a Giuseppe Antoci, “Esempio e testimone di legalità”.

L’appuntamento dal più profondo dei significati, nell’ambito del progetto culturale e sociale “Genius Loci. Portami un libro e ti regalo l’anima”, è fissato le 16,30 nella Biblioteca comunale A seguire l’insignito, presidente onorario della Fondazione Caponnetto e già presidente del Parco dei Nebrodi, presenterà il libro realizzato con Nuccio Anselmo, e che si avvale della prefazione di Gian Antonio Stella, “La mafia dei pascoli. La grande truffa all’Europa e l’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi”.

Antoci è da alcuni anni emblema di legalità. La notte tra il 17 e il 18 maggio 2016 fu vittima di un attentato, dal quale uscì illeso solo grazie all’auto blindata e all’intervento armato del vicequestore Daniele Manganaro e degli uomini della sua scorta. In questo libro racconta a Nuccio Anselmo la sua esperienza, e il coraggio di tanti altri servitori dello Stato che gli hanno consentito di andare avanti nella sua battaglia. E per comprendere meglio il contesto Anselmo ha scritto anche della catena di omicidi ancora irrisolti avvenuti in quelle terre, di cosa nostra barcellonese e dei Nebrodi, del primo grande processo contro il racket dei clan tortoriciani e delle dinamiche mafiose del territorio.

Milioni di euro guadagnati per anni in silenzio da cosa nostra. Un business “legale” e inesplorato. Boss che riuscivano inspiegabilmente ad affittare tanti ettari di terreno nel Parco dei Nebrodi, in Sicilia, terrorizzando allevatori e agricoltori onesti, li lasciavano incolti e incassavano i contributi dell’Unione europea perfino attraverso “regolari” bonifici bancari. Un meccanismo perverso che si perpetuava di famiglia in famiglia e faceva guadagnare somme impensabili. Un affare che si aggirerebbe, solo in Sicilia, in circa tre miliardi di euro potenziali negli ultimi 10 anni. E nessuno vedeva o denunciava. Fino a quando in quei boschi meravigliosi e unici al mondo non è arrivato Giuseppe Antoci, che è riuscito a spazzare via la mafia dal Parco realizzando un protocollo di legalità che poi è diventato legge dello Stato ed oggi è applicato in tutta Italia. Cosa nostra aveva decretato la sua morte.

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